25/03/2026, 08.56
RUSSIA
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L'incubo di Mosca lasciata senza internet

di Vladimir Rozanskij

Dall'8 marzo sono arrivati anche nella capitale russa i blocchi della connessione sulla rete mobile "per ragioni di sicurezza" che stanno creando gravi disagi in una metropoli che fino a ieri si proponeva come una capitale digitale. Disfunzioni anche nelle "liste bianche" di applicazioni promosse dagli organi di controllo. E ci sono quartieri dove non funziona nemmeno il wi-fi casalingo.  

Mosca (AsiaNews) - Da oltre due settimane anche Mosca, come in tutto il resto della Russia, si trova nel dramma del “lager digitale” provocato dalle limitazioni e dai blocchi alle connessioni internet mobili, che le autorità impongono “per ragioni di sicurezza”. Il problema della capitale russa è che la concezione stessa della vita cittadina e del business dipende più che in ogni altro luogo dall’accesso costante ad ogni tipo di applicazione, fondando un sistema di benessere proprio come “capitale digitale” di tutto il mondo russo.

Il Car Sharing sostenibile è la modalità con cui ci si deve spostare in superficie, tutti i servizi comunali si pagano via internet come la quasi totalità di ogni altra forma di pagamento, i parcheggi, i taxi, tutti gli abituali servizi digitali si sono resi indisponibili, e non torneranno a un regime normale in breve tempo. Si calcola che soltanto nei primi cinque giorni di blocco gli affari nella capitale hanno perso come minimo 3 miliardi di rubli (30 milioni di euro), e questo incide a cascata sul resto del Paese, molto dipende dalla centralizzazione storica nella capitale di tutte le attività commerciali e dei servizi di ogni genere.

Il grande centro commerciale sotto la stazione della metro Okhotnyj Rjad è uno dei più popolari di Mosca, a due passi dal Cremlino e della Duma di Stato, e i negozi di abiti di lusso ormai accettano solo contanti, in quanto le carte di credito non funzionano, come raccontano a Meduza gli addetti alle casse: “ci firmano molti reclami, ma noi non possiamo fare niente, le casse funzionano, ma tutti i sistemi promo e i programmi di fedeltà dei clienti sono bloccati, perché sono dati esterni che la cassa non può attualmente recepire”. La connessione internet si è dissolta prima dell’8 marzo, quando tutti i moscoviti si riversano nei vari centri della città.

Dal 13 marzo era stato annunciato il ripristino dei collegamenti, ma solo per accedere alle “liste bianche” di applicazioni permesse dagli organi di controllo. In esse dovrebbe esserci “tutto ciò che è necessario” alla gente comune, dallo Yandex per i taxi al social VKontakte fino al fast food Vkusno i Točka, il “Buono e Basta” che ha sostituito il McDonald’s, ma in realtà mancano tantissimi brand e servizi ricercati dalle persone, e anche i “siti bianchi” spesso si interrompono senza speranza. Secondo vari commenti, l’agenzia della censura Roskomnadzor starebbe facendo dei test in vista del periodo estivo, per capire l’effetto di questi blocchi sull’economia russa, e in particolare su quella di Mosca e San Pietroburgo.

Molti moscoviti raccontano ai media le difficoltà che incontrano, come quelle negli aeroporti, dove si formano le code per la registrazione davanti agli apparecchi automatici, ma nessuno riesce a salire a bordo, creando la confusione più totale. Non si riesce a prenotare il rinnovo dei documenti, dalla patente al passaporto, rimanendo in sospeso anche nei programmi per i prossimi mesi; i teatri avvisano che bisogna stampare per tempo i biglietti elettronici per riuscire a entrare, e se anche si riesce a ordinare un taxi, diventa impossibile capire dove si ferma, girando a vuoto per le strade.

Il direttore della compagnia di taxi Maksim, Maksim Šušarin, spiega che nei giorni di shutdown totale si arriva a perdere almeno il 30% delle ordinazioni, e sono tornati in attività i tassisti “in nero” che offrono passaggi sulle automobili private, come ai tempi sovietici, quando bastava agitare un pacchetto di sigarette Marlboro per fermare qualunque autista. I problemi sono particolarmente gravi al centro di Mosca, dentro la circonvallazione del Sadovoe Koltso, dove la frenetica concentrazione di abitanti, lavoratori e visitatori è abituata a ritmi scanditi dagli impulsi impressi allo smartphone. In periferia le cose vanno generalmente un po’ meglio, ma ci sono interi quartieri dove non funziona neppure il Wi-Fi casalingo. Mosca “non è più una smart-city”, commentano con rassegnazione gli abitanti del nuovo immenso lager, in cui si interrompe ogni tipo di comunicazione umana e tecnologica.

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