06/06/2014, 00.00
MALAYSIA
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Malaysia, controversia “Allah”: il 23 giugno il tribunale decide sull’appello

“Cauto ottimismo” fra i cattolici in merito al possibile accoglimento del ricorso alla Corte federale. Si tratta di un giudizio “di merito” e prevale la volontà di mantenere un basso profilo. Vi sono ancora “resistenze e opposizioni”, anche se è in corso un “dialogo costruttivo” per garantire “armonia” fra le confessioni religiose.

Kuala Lumpur (AsiaNews) - La comunità cattolica malaysiana mostra "cauto ottimismo" in vista dell'udienza del 23 giugno prossimo, in cui i giudici della Corte federale dovranno decidere se accogliere o meno la richiesta di appello in merito alla controversia "Allah". Si tratta di una sentenza di merito, che sancirà l'eventuale ammissibilità delle ragioni presentate dalla Chiesa cattolica nei confronti del governo di Kuala Lumpur e, in particolare, del ministero degli Interni. Tuttavia, essa rappresenta un passo importante in vista di un pieno riconoscimento dei diritti della minoranza religiosa, sotto attacco nei mesi scorsi con profanazione di lapidi e tombe in un cimitero, lancio di bombe Molotov contro una chiesa. 

Dietro gli abusi, che hanno portato fra gli altri al sequestro di 300 Bibbie nel gennaio scorso, la controversa sentenza della Corte di appello dell'ottobre scorso, che impedisce al settimanale cattolico Herald Malaysia di usare la parola "Allah" per definire il Dio cristiano. Il 27 maggio scorso il legale del fronte cattolico S. Selvarajah ha ricevuto una lettera, in cui viene calendarizzata la data dell'udienza. 

I legali hanno avanzato un ricorso in 26 punti, che riprende elementi della Costituzione, del diritto amministrativo e contesta il potere assegnato al ministero degli Interni di decidere in merito all'utilizzo di un termine teologico. 

Fonti cattoliche di AsiaNews, dietro anonimato, ricordano che "è un giudizio di merito" sulla legittimità della richiesta, non una decisone sulla controversia, e l'ordine al momento è quello di mantenere un basso profilo. "Non voglio sbilanciarmi - aggiunge la fonte - ma è possibile che nei prossimi mesi possano emergere cambiamenti". L'atteggiamento è di "cauto ottimismo", anche se "non è possibile avere certezze" in materia. Persistono infatti "resistenze e opposizioni", quindi "meno se ne parla, meglio è" anche se è in corso un "dialogo costruttivo" che potrebbe garantire buoni frutti in futuro. Il governo sta valutando l'approvazione in una legge per l'armonia nazionale, che metta fine a scontri e divisioni; essa dovrà essere vagliata dal Parlamento, e l'iter è ancora lungo. 

In Malaysia, nazione di oltre 28 milioni di abitanti in larga maggioranza musulmani (60%), i cristiani sono la terza confessione religiosa (dietro ai buddisti) con un numero di fedeli superiore ai 2,6 milioni; la pubblicazione di un dizionario latino-malese vecchio di 400 anni dimostra come, sin dall'inizio, il termine "Allah" era usato per definire Dio nella Bibbia in lingua locale

 

 

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