17/08/2021, 11.59
MYANMAR
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Mandalay: la giunta militare recluta i monaci nei posti di blocco

La decisione sarebbe stata presa per impedire che i combattenti anti-golpe attacchino i soldati ai checkpoint. Il comitato dei buddhisti del Myanmar - che ha avvallato la decisione - a marzo aveva emesso una dichiarazione in cui condannava la violenza dell'esercito. Dal colpo di stato del primo febbraio la giunta ha arrestato almeno 20 monaci.

Yangon (AsiaNews/Agenzie) - Anche alcuni monaci buddhisti stazioneranno nei posti di blocco di Mandalay, la seconda città più grande del Myanmar. Lo ha deciso il comitato Sangha Maha Nayaka (la guida dei monaci buddhisti in Myanmar) dopo un incontro con alcuni esponenti della giunta militare che con il colpo di stato del primo febbraio ha estromesso la leader civile Aung San Suu Kyi. 

Il Tatmadaw (l’esercito birmano) aveva chiesto la disponibilità di 30 monaci, ognuno per ogni checkpoint della città. Il Mahana - acronimo con cui è conosciuto il comitato - ha deciso di fornirne tre. 

“Stanno usando monaci ultranazionalisti che hanno poche conoscenze politiche. In questo modo la comunità buddhista ne uscirà danneggiata”, ha dichiarato in forma anonima a Myanmar Now un monaco vicino all’organizzazione religiosa.

Secondo alcuni la mossa è stata messa in atto per ridurre gli attacchi contro i soldati della giunta. La popolazione simpatizza con i guerriglieri che si oppongono all’esercito, ma se negli attacchi urbani dovessero restare feriti anche i monaci, il sostegno ai combattenti anti-golpe potrebbe venire meno.

A marzo di quest’anno il Mahana aveva emesso una dichiarazione in cui condannava le violenze contro i manifestanti del Tatmadaw. A Pegu e a Pakokku i monaci avevano organizzato processioni e manifestazioni pacifiche insieme ai cristiani del Paese. 

Ashin Issariya, monaco che ebbe un importante ruolo nella Rivoluzione zafferano del 2007 ed esplicito critico dei sostenitori dell’esercito, ha dichiarato che “i monaci che accettano il piano della giunta sono traditori del Paese”.

Da febbraio l’esercito birmano ha arrestato più di 20 monaci, tra cui due figure di spicco della comunità monastica di Mandalay, il ven. Thawbita e Myawaddy Sayadaw, recentemente rilasciato. Molti di quelli che sono stati scagionati riportano di essere stati torturati.

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