23/09/2021, 13.35
FILIPPINE
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Manila, elezioni: code lunghe ore per registrarsi

Il primo problema per i filippini è iscriversi alle liste per votare. Gli uffici sono rimasti chiusi per settimane causa pandemia. Il pugile Manny Pacquaio ha ufficializzato la sua candidatura per le presidenziali di maggio in contrapposizione al fronte pro-Duterte (che non può ricandidarsi).

Manila (AsiaNews/Agenzie) – Con la discesa in campo ufficiale del popolare pugile Manny Pacquiao, nelle Filippine si infiamma la battaglia in vista delle elezioni presidenziali di maggio che designeranno il successore di Rodrigo Duterte. Intanto, però, gli elettori devono fare i conti soprattutto con le difficoltà a registrarsi per poter partecipare al voto. Ad appena una settimana dal termine del 30 settembre, fissato come data ultima per l'iscrizione tra gli aventi diritti al voto, si registrano code di ore fuori dalle sedi designate dalla Comelec, la Commissione elettorale filippina.

A creare il problema è stata la concomitanza tra i lockdown imposti nel Paese dalla nuova ondata della pandemia e i mesi fissati per questo adempimento. Numerosi gruppi e parlamentari stanno chiedendo alla Comelec di estendere il periodo di registrazione di almeno un mese e far inserire le operazioni di registrazione tra quelle consentite anche nelle zone dove la quarantena è più stretta. In attesa di una decisione i media locali raccontano di attese fuori dagli uffici elettorali che arrivano a durare anche 6 o 8 ore.

Nel frattempo per l'8 ottobre è fissato il temine per la presentazione delle candidature alla corsa presidenziale a cui Duterte non può partecipare perché la Costituzione filippina non prevede la possibilità di un nuovo mandato. Lo scorso 20 settembre il pugile Manny Pacquiao, 42 anni, già attualmente senatore, ha annunciato la sua discesa in campo. Pur appartenendo anche lui al Pdp-Laban, il partito del presidente uscente, quella di Pacquiao è una candidatura in opposizione a Duterte: a dividere i due è la questione dei rapporti con la Cina. Il pugile ha infatti accusato l'attuale presidente di essere troppo debole con Pechino riguardo alle dispute territoriali nel Mar Cinese meridionale e punta a rinsaldare la tradizionale alleanza con Washington.

Con ogni probabilità Pacquiao non sarà però l'unico candidato del Pdp-Laban: la fazione fedele all'attuale presidente ha dichiarato l'appoggio al senatore Christopher Lawrence "Bong" Go, che però non ha ancora accettato la candidatura. Anche perché a ingombrare il campo c'è anche lo stesso Rodrigo Duterte, intenzionato a correre comunque come vice. Mentre dietro le quinte resta sempre anche la figura di Sara Duterte - sua figlia, nonché sindaco di Davao – che gode di un'ampia popolarità.

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