05/02/2026, 12.06
INDIA
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Manipur: nuovo governo del Bjp, ma i Kuki protestano contro la vice chief minister

di Nirmala Carvalho

Dopo due anni di amministrazione diretta, nello Stato nord-orientale è tornato un esecutivo eletto. La nomina di Nemcha Kipgen, appartenente alla comnunità Kuki, a vice ministro capo ha scatenato proteste e scioperi nelle aree collinari, dove resta forte la richiesta di un’amministrazione separata, riaprendo le tensioni con la maggioranza Meitei.

Imphal (AsiaNews) – Dopo quasi due anni di amministrazione diretta da parte del governo centrale, nello Stato nord-orientale indiano del Manipur è tornato un esecutivo eletto guidato dal Bharatiya Janata Party (BJP). Ma la formazione del nuovo governo sta già riaccendendo le tensioni etniche: diverse organizzazioni della comunità Kuki-Zo hanno avviato proteste contro la nomina di una loro rappresentante, Nemcha Kipgen, a vice ministro capo.

Ieri Yumnam Khemchand Singh ha giurato come 13° ministro capo (chief minister) del Manipur, segnando formalmente la fine della legge presidenziale imposta dopo i violenti scontri etnici esplosi nel 2023 tra i Meitei, che compongono la maggioranza della popolazione, e i Kuki-Zo. Tuttavia, la nuova fase politica non ha portato distensione.

La decisione di includere nel governo Nemcha Kipgen, deputata Kuki eletta nel distretto di Kangpokpi, ha suscitato la reazione di numerosi gruppi etnici, che accusano la politica di aver accettato l’incarico senza il consenso della comunità. Il Joint Forum of Seven (JF7), che riunisce diverse organizzazioni Kuki-Zo, ha proclamato per oggi 5 febbraio uno sciopero generale dall’alba al tramonto nelle aree dove la comunità è maggioritaria.

Poche ore dopo la sua nomina, tra i manifestanti ha cominciato a circolare lo slogan: “Hai il le mani sporche di sangue, traditrice Nemcha Kipgen”. Alcuni hanno affermato che Kipgen abbia “scelto la carica di vice ministro capo al posto della sua comunità”.

La tensione è salita ulteriormente quando un gruppo di volontari armati per la protezione dei villaggi ha annunciato ricompense in denaro per l’uccisione di Kipgen e di altri due deputati di etnia Hmar-Zomi che hanno partecipato alla cerimonia di giuramento nella capitale Imphal, città a maggioranza Meitei.

Nemcha Kipgen non è una figura nuova nella politica locale. Ha già ricoperto incarichi ministeriali nei governi guidati da N. Biren Singh. Durante le violenze etniche del 2023 la sua residenza ufficiale a Imphal era stata incendiata. Kipgen figura inoltre tra i dieci deputati Kuki-Zo che in passato avevano chiesto un assetto amministrativo separato per le regioni collinari, dove si concentra la popolazione Kuki.

In un comunicato diffuso ieri 4 febbraio, il Kuki-Zo Council (KZC) ha ribadito la propria opposizione alla partecipazione al governo del Manipur. Il consiglio afferma che, dopo le “indicibili atrocità” subite e la separazione fisica imposta dai Meitei, la comunità Kuki-Zo non può prendere parte a un esecutivo condiviso senza garanzie politiche scritte da parte dei governi statale e centrale.

La richiesta principale resta quella di un’amministrazione separata per le aree Kuki-Zo, nella forma di un Territorio dell’Unione con una propria assemblea legislativa. Secondo il KZC, partecipare a un governo con i Meitei non sarebbe “né logico né accettabile” alle attuali condizioni.

Il consiglio ha inoltre precisato che eventuali deputati Kuki-Zo che scelgano di entrare nel governo lo fanno a titolo personale, assumendosene le conseguenze politiche.

La nascita del nuovo esecutivo avviene dunque in un clima ancora fragile. Nelle regioni collinari continuano a farsi sentire le richieste di maggiore autonomia e riconoscimento politico, mentre le ferite degli scontri del 2023 restano aperte, rendendo impraticabile per il momento una reale riconciliazione.

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