07/04/2021, 11.49
PAKISTAN
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Matrimoni forzati: la madre di Huma contro il governatore del Punjab

di Shafique Khokhar

Negli auguri di Pasqua ai cristiani il politico aveva sostenuto che a Lahore "le minoranze godono di piena libertà." Le lacrime della signora Nageena, la cui figlia 15enne è stata rapita più di un anno e mezzo fa: "Se quanto accaduto a me fosse successo a questi politici avrebbero il coraggio di pronunciare le stesse parole?". 

Lahore (AsiaNews) - “Sto piangendo e implorando davati ai tribunali, alla polizia e ai ministri per chiedere giustizia per mia figlia. Come fate a dire che in Pakistan le minoranze godono di una piena libertà, quando le nostre figlie non sono al sicuro, vengono rapite, forzate a sposarsi e convertite per realizzare desideri malvagi?”. Con questo grido di dolore, Nageena, la madre di Huma Yunus, ragazza di 15 anni rapita il 10 ottobre 2019, reagisce alle affermazioni pronunciate il giorno di Pasqua dal governatore del Punjab Chaudhary Muhammad Sarwar.

Le rassicurazioni sulla tutela delle minoranze sono state pronunciate domenica durante una celebrazione pasquale promossa dal Minority Advisory Council del Punjab nella residenza del governatore, alla presenza del ministro per le minoranze e di altri esponenti politici. Chaudhary Sarwar ha rivolto i propri auguri a tutta la comunità cristiana sostenendo che il governo del Pti, sotto la guida del primo ministro Imran Khan, è schierato con le minoranze e viene compiuto ogni sofrzo per assicurare il rispetto dei loro diritti.

Rivolgendosi ai media il governatore Sarwar ha condiviso la sua esperienza personale dicendo: “In Gran Bretagna come musulmano sono stato un cittadino di minoranza, sono consapevole di questo tipo di problemi”. Ha aggiunto che “sfortunatamente la vicina India è diventata il mattatoio delle minoranze, lo Stato sponsorizza il terrorismo e perseguita le minoranze, in particolare quella musulmana. Le organizzazione internazionali devono smetterla di restare indifferenti alle sofferenze dei musulmani nel Kashmir e in tutta l'India”.
Il ministro per le minoranze Ejaz Alam gli ha fatto eco sostenendo che tutte le minoranze che vivono in Pakistan stanno dando il loro contributo allo sviluppo e alla prosperità del Paese e sono pronte a ogni sacrificio per le difesa del Pakistan. “Il governo - ha aggiunto - e in maniera particolare il primo ministro Imran Khan, il governatore Chaudhary Sarwar e il capo del governo locale Usman Buzdar, stanno adottando i passi concreti necessari per affrontare i problemi”.

Si tratta di un quadro del tutto opposto all'esperienza di Nageena, che è stata anche minacciata con l'accusa di blasfemia per la sua campagna per riottenere sua figlia. Racconta ad AsiaNews di non vedere Huma ormai da più di un anno e mezzo, un periodo durante il quale non ha mai smesso di sentire la sua mancanza. Per chiedere giustizia, Nageena e suo marito hanno incontrato sia il ministro Ejaz Alam, sia la signora Shunila Ruth, segretaria del Parlamento federale per gli Affari religiosi e l'armonia tra la diverse fedi: da loro non hanno ricevuto alcuna risposta e nulla è stato fatto per riportare a casa la loro figlia. Non sanno nemmeno se Huma sia ancora viva, dal momento che il tribunale dice che porterà la ragazza a deporre ma continua a non farlo.

“Se fosse successo a sua figlia - commenta la signora Nageena in lacrime - Shunila Ruth avrebbe detto ugualmente che si sente più protetta, sicura e in pace in Pakistan che in qualsiasi altro Paese del mondo? Che cosa rispondono questi politici sulle conversioni e sui matrimoni forzati in questo Paese? Prego che quanto è capitato a me non accada a nessun altro in Pakistan”.

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