09/08/2012, 00.00
MYANMAR
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Migliaia di birmani – e il governo – celebrano il 24mo anniversario di Generazione 88

Per la prima volta l’esecutivo ha autorizzato le manifestazioni di piazza, sostenendo con un contributo minimo l’organizzazione. In passato il regime militare ha sempre proibito dimostrazioni pubbliche per ricordare la rivolta dell’8 agosto 88. Portavoce di Thein Sein: questa data è un “evento storico” del Paese. Attivista birmano: passo “verso la riforma”.

Yangon (AsiaNews/Agenzie) - Migliaia di birmani hanno celebrato ieri il 24mo anniversario delle proteste di piazza pro-democrazia e, per  la prima volta, il governo centrale ha concesso la sua approvazione e un sostegno economico all'organizzazione. Un evento inimmaginabile sino a un paio di anni fa, quando il regime militare al potere a Naypyidaw reprimeva con la forza qualsiasi manifestazione di dissenso o cerimonia pubblica; i cittadini ricordavano la giornata con momenti privati, di nascosto dai funzionari della sicurezza e dai soldati, nel timore di venire arrestati. Attivisti ed ex detenuti politici si sono uniti a quanti hanno voluto marciare per le vie di Yangon, di Mandalay e di altre città del Myanmar, per ricordare la giornata dell'8-8-88, che segna l'inizio di una settimana di proteste pro-democrazia represse nel sangue dalla dittatura e dall'esercito, con un bilancio finale di migliaia di vittime.

Nei giorni scorsi il presidente Thein Sein - dall'inizio del suo mandato ha cambiato la vita politica della ex Birmania, promuovendo riforme economiche e sociali nel solco democratico - ha chiesto a due ministri del suo esecutivo di incontrare gli organizzatori delle manifestazioni di ieri. Secondo quanto riferito da Ko Ko Gyi, uno dei promotori della giornata, il governo centrale ha concesso l'autorizzazione alle manifestazioni di piazza e ha stanziato un milione di kyat (circa 1.200 dollari) per l'organizzazione. "È come se [l'esecutivo] prendesse parte alla commemorazione" ha commentato l'attivista, secondo cui questo "è un passo verso la riforma".

Nay Zin Latt, portavoce del presidente birmano, ha spiegato che il governo riconosce l'anniversario, in quanto "evento storico" e Thein Sein vuole mostrare ancora una volta la propria "buona volontà" nel solco della riconciliazione nazionale.

Tuttavia, gruppi pro diritti umani ricordano che ancora oggi le autorità birmane detengono nelle carceri un numero imprecisato di prigionieri politici. Fra i problemi che il governo riformista è chiamato a risolvere, vi è anche la questione legata alle minoranze etniche. Fra queste, il conflitto con i Kachin nel nord del Paese e il dramma della minoranza musulmana Rohingya, che non gode del diritto di cittadinanza ed è vittima di persecuzioni.

"Generazione 88" è la sigla di un movimento studentesco che, nell'agosto del 1988, ha lanciato una serie di manifestazioni per promuovere democrazia e diritti umani in Myanmar. Le dimostrazioni, represse dalla dittatura militare hanno causato almeno 3mila morti e 10mila studenti costretti all'esilio. Ed è proprio all'indomani della rivolta che la Nobel per la pace Aung San Suu Kyi è emersa quale icona e principale esponente del movimento di opposizione democratica alla dittatura.

Il gruppo di giovani attivisti di "Generazione 88" sarebbe anche coinvolto nelle proteste di massa, divampate nell'agosto 2007, contro la decisione del  regime militare di aumentare i prezzi del carburante; l'agitazione è poi sfociata in una vera e propria rivolta popolare, guidata dai monaci del Paese, repressa nel sangue dall'esercito.

La dittatura militare è rimasta al potere sino al 2010, sostituita da un Parlamento votato nel novembre 2010 e un governo semi-civile formato nell'aprile 2011.

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