10/02/2026, 12.00
FILLIPINE
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Mons. Bagaforo: 'Quaresima e Ramadan che coincidono è grazia: creati per vivere insieme'

di Santosh Digal

L'avvio del tempo forte per cattolici e musulmani nel 2026 cade nelle stesse ore il 18 febbraio. Vescovo filippino invita al dialogo interreligioso: "Camminare insieme nella fede". Occasione per "trasformare il cuore e plasmare le azioni". Guardando ai "compiti sacri" in comune: cura dell'altro, dell'ambiente e della pace.

Manila (AsiaNews) - Quest’anno la Quaresima della Chiesa cattolica e il mese sacro del Ramadan dell’Islam inizieranno molto probabilmente in contemporanea il 18 febbraio, con i calendari musulmano e cristiano che coincidono. Il vescovo Jose Colin Bagaforo, presidente della Commissione per il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale cattolica delle Filippine (CBCP), vede in questa coincidenza un’opportunità di solidarietà e riflessione dentro un panorama nazionale religioso diversificato.

“Questo inizio condiviso è una grazia. Ci invita a rallentare, a tornare a Dio e a camminare insieme nella fede”, ha affermato. Secondo il presule, la data in comune è un’occasione unica per un periodo di grazia per il dialogo interreligioso; rappresenta uno sfondo simbolico per i continui sforzi di costruzione della pace a Mindanao, come in tutte le Filippine, rimarcando i valori condivisi della dedizione della vita e della devozione al Dio misericordioso.

Invitando all’unità, Bagaforo, vescovo della diocesi di Kidapawan, ha affermato che sarà un periodo pacifico in cui cristiani e musulmani possono camminare insieme nella fede per il bene comune, la solidarietà e l’armonia. “Il Ramadan e la Quaresima ci ricordano che la fede deve trasformare il cuore e plasmare le nostre azioni”, ha affermato il pastore filippino. “Il digiuno apre i nostri occhi alla sofferenza e accresce la nostra compassione”.

Sottolineando l’importanza dell’azione collaborativa, Bagaforo ha anche incoraggiato entrambe le comunità ad andare oltre il rituale e a lavorare insieme su “compiti sacri”, come il prendersi cura delle persone più vulnerabili, proteggere l’ambiente ed educare alla pace.

Il 18 febbraio, mercoledì delle Ceneri, per i cattolici è il primo giorno di un periodo di 40 giorni di preghiera, digiuno e pentimento che conduce alla domenica di Pasqua, il 5 aprile. Nelle Filippine ci sono circa 85 milioni di cattolici distribuiti in 87 diocesi. La Quaresima prepara i cattolici alla commemorazione della passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo, con particolare attenzione a autodisciplina, carità, preghiera e digiuno.

D’altra parte, si spera che il Ramadan inizi il 18 o il 19 febbraio, in attesa dell'avvistamento ufficiale della luna crescente. Il Paese conta sette milioni di musulmani. La maggior parte di essi si trova a Mindanao, nel sud delle Filippine. La città che per molti decenni è stata una regione di conflitto a causa di divisioni storiche, socio-politiche, culturali e religiose. Il Ramadan segna la prima rivelazione del Corano e comporta l’astinenza dal cibo, dalle bevande e dall'intimità dall’alba (Suhoor) fino al tramonto (Iftar). Il tempo di Ramadan culmina con la celebrazione dell’Eid al-Fitr.

“In questi periodi sacri, musulmani e cristiani entrano in un tempo di preghiera, digiuno, pentimento e generosità. Rivolgiamo i nostri cuori al Misericordioso. Impariamo nuovamente a vederci come fratelli e sorelle. I nostri testi sacri ci invitano alla pace: ‘Beati i pacificatori’ (Mt 5,9). E Dio ‘invita tutti alla Casa della Pace’ (Corano 10,25). In un mondo segnato dalla violenza e dalla divisione, questo momento ci chiama non solo a pregare per la pace, ma a viverla e a lavorare per essa”, ha affermato il vescovo.

Il presule ha aggiunto che il Ramadan e la Quaresima ricordano che la fede deve trasformare il cuore e plasmare le azioni. “Il digiuno ci apre gli occhi sulla sofferenza e accresce la nostra compassione”, ha detto. “L’amore di Dio si dimostra nell’amore per il prossimo, specialmente per i poveri e gli emarginati”. Un’attenzione al prossimo proposta da Gesù, così come dal profeta Maometto, “il quale insegnava che i migliori tra noi sono coloro che fanno del bene agli altri”, ha sottolineato il vescovo.

In aggiunta, entrambe le tradizioni religiose insegnano che la terra è un bene sacro. Citando papa Francesco nell’enciclica Laudato Si’, i vescovi hanno affermato che il grido della terra e il grido dei poveri sono la stessa cosa. Il Corano insegna che all’umanità è stato affidato il ruolo di khalifa, custode del Creato di Dio. “Quando le foreste vengono distrutte, le acque avvelenate e la terra abusata, la pace viene infranta. Prendersi cura della nostra casa comune è quindi un’opera essenziale di pace”, ha aggiunto.

Parlando della fratellanza umana e dell’amicizia, Bagaforo ha continuato: “Siamo stati creati per vivere insieme, non gli uni contro gli altri. Nessuno deve essere escluso. Nessuno deve essere lasciato indietro. Questa visione di fratellanza risuona profondamente sia nel Ramadan che nella Quaresima. La pace cresce dove si pratica il rispetto reciproco, dove il dialogo sostituisce il sospetto e dove la solidarietà diventa uno stile di vita”.

Alay Kapwa, offerta quaresimale il cui nome significa “offerta al prossimo", incarna questo spirito di fraternità nelle Filippine. “Non è semplicemente un atto di carità, ma un modo di vedere l l’altro come kapwa, qualcuno che condivide la nostra umanità e il nostro futuro. Attraverso l’Alay Kapwa, la preghiera diventa servizio e il sacrificio diventa speranza per le comunità colpite da povertà, conflitti, disastri e danni ecologici”, ha spiegato il vescovo.

Inoltre, il vescovo ha affermato - ispirandosi al messaggio di Leone XVI per la Giornata Mondiale della Pace, dal titolo “Verso una pace disarmata e disarmante” - che la vera pace non si costruisce con le armi o con la paura, ma attraverso fiducia, giustizia, dialogo e responsabilità condivisa. La pace, così, deve essere paziente, inclusiva e vissuta. Ha quindi invitato le comunità cristiane e musulmane, gli organismi di dialogo interreligioso e i partner della società civile a pregare insieme e a lavorare insieme.

“Prendiamoci cura dei poveri. Proteggiamo il Creato. Educhiamo alla pace. Rispondiamo insieme alle ferite del nostro mondo. Questi sono compiti sacri. Queste sono opere di pace”, ha detto. “Possa questa osservanza condivisa del Ramadan e della Quaresima diventare una preghiera vivente. Una preghiera espressa attraverso il digiuno e la generosità. Una preghiera vissuta attraverso la fraternità, la compassione e la cura della nostra casa comune”. 

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