10/03/2026, 12.20
INDIA
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Mons. Fernandes: 'Legge anti-conversioni in Maharashtra non sia vaga e strumentalizzabile'

di mons. Savio Fernandes *

Il vescovo ausiliare di Mumbai interviene sul dibattito in corso in questo Stato indiano sul provvedimento contro le conversioni "forzate" che il governo locale vuole far approvare dall'Assemblea legislativa. "Episodi isolati potrebbero essere affrontati con le leggi esistenti. Preoccupante e contraria alla libertà personale la disposizione secondo anche un parente sarebbe ammesso a sporgere denunia".

Mumbai (AsiaNews) - Il governo dello Stato indiano del Maharashtra ha approvato in questi giorni il proprio disegno di legge anti-conversioni, con l'intenzione di portarlo presto all'esame dell'Assemblea legislativa locale. Il progetto, il cui testo non è ancora stato reso pubblico, stabilisce un quadro procedurale rigoroso per la conversione religiosa tra cui un preavviso di 60 giorni a un’autorità distrettuale designata per ottenere l’autorizzazione prima che la conversione abbia luogo. Il disegno di legge prevede inoltre che, se un parente della persona che si converte presenta una denuncia sostenendo che la conversione sia avvenuta in modo illegale, la polizia sarà tenuta a registrarla. Una persona condannata in base a questa legge potrebbe affrontare fino a sette anni di reclusione e una multa di 500mila rupie.
Sul dibattito e sulle preoccupazioni che questo disegno di legge che ricalca norme analoghe già in vigore in altri Stati indiani sta suscitando, pubblichiamo un interento del vescovo ausiliare di Mumbai, mons. Dominic Savio Fernandes. 

In qualsiasi democrazia, la legislazione deve in ultima analisi superare il vaglio della Costituzione. Le leggi sono più durature e legittime quando proteggono i diritti fondamentali dei cittadini affrontando al contempo preoccupazioni pubbliche chiaramente identificabili. Chiarezza nella redazione legislativa, equilibrio nell’approccio normativo e fedeltà alle garanzie costituzionali sono quindi elementi essenziali per una buona produzione legislativa.

Secondo il sito Akashvani e altri resoconti giornalistici, il governo del Maharashtra ha approvato una proposta di legge sulla libertà di religione. La legislazione sarebbe finalizzata a prevenire conversioni religiose ottenute mediante forza, frode o induzione. Si tratta di preoccupazioni legittime in qualsiasi società. Tuttavia, leggi di questa natura devono basarsi su prove chiare di un abuso diffuso, piuttosto che su episodi isolati che potrebbero essere affrontati con le leggi penali già esistenti. Quando il linguaggio normativo è eccessivamente ampio o impreciso, rischia di estendersi oltre il suo apparente scopo originario. Una redazione attenta diventa quindi essenziale per garantire che la legge affronti reali comportamenti illeciti senza creare incertezza o conseguenze indesiderate.

Le esperienze di altri Stati indiani offrono spunti utili. Stati come Uttar Pradesh, Madhya Pradesh e Uttarakhand hanno promulgato leggi destinate a prevenire conversioni ottenute tramite forza, frode o induzione. I sostenitori considerano queste leggi misure di tutela volte a proteggere individui vulnerabili e a preservare l’armonia sociale. I critici, tuttavia, sostengono che tali leggi limitino la libertà personale di credo e creino ostacoli amministrativi per gli individui che scelgono volontariamente di cambiare religione.

Sono stati segnalati casi in cui denunce presentate da terzi, piuttosto che dalla presunta vittima, si sono rivelate infondate e talvolta persino malevole. In una sentenza significativa riguardante la legge dell’Uttar Pradesh sulla proibizione della conversione religiosa illegale del 2021, relativa a un caso a Fatehpur, una sezione della Corte Suprema composta dai giudici J. B. Pardiwala e Manoj Misra ha annullato cinque First Information Report (FIR). La Corte ha avvertito che “il diritto penale non può essere trasformato in uno strumento di molestia nei confronti di persone innocenti”, mettendo in guardia contro procedimenti avviati sulla base di materiale del tutto inaffidabile.

Organizzazioni della società civile, eminenti giuristi e commentatori appartenenti a diverse fedi hanno espresso preoccupazioni riguardo al potenziale abuso di disposizioni legislative formulate in modo troppo ampio. Allo stesso tempo, le autorità degli Stati in cui tali leggi sono in vigore sostengono che le azioni di applicazione siano intraprese rigorosamente in conformità con i mandati legislativi e restino soggette al controllo giudiziario.

Queste prospettive contrapposte sottolineano l’importanza di precisione ed equilibrio nella progettazione legislativa. Definizioni chiare di ciò che costituisce coercizione o induzione illecita, il requisito di prove credibili e procedure trasparenti possono ridurre la possibilità di abusi. Inoltre, l’introduzione di disposizioni che prevedano sanzioni proporzionate quando le denunce sono presentate in malafede rafforzerebbe ulteriormente la fiducia pubblica nell’equità e nell’integrità della legge.

Il quadro costituzionale dell’India offre indicazioni chiare. Il preambolo afferma l’impegno della nazione verso la laicità, l’uguaglianza e la libertà di pensiero, espressione, credo, fede e culto. L’articolo 25 garantisce la libertà di coscienza e il diritto di professare, praticare e propagare la religione. L’articolo 19 protegge la libertà di espressione, mentre l’articolo 21 tutela la libertà personale, inclusa la libertà di scegliere la propria fede. La Corte suprema ha interpretato l’articolo 21 affermando che le questioni di credo, identità e coscienza rientrano in una sfera protetta della libertà individuale nel caso Justice K. S. Puttaswamy v. Union of India.

La giurisprudenza ha inoltre riconosciuto l’autonomia degli adulti nelle questioni di fede e convinzioni. Nel caso Shafin Jahan v. Asokan K.M., la Corte suprema ha sottolineato che la Costituzione garantisce agli individui la libertà di scegliere la propria fede e il proprio partner di vita senza indebite interferenze da parte dello Stato o della società.

Qualsiasi legislazione riguardante la conversione religiosa deve quindi operare entro questi parametri costituzionali. La legge deve applicarsi in modo uniforme a tutte le comunità e garantire che nessuna tradizione religiosa sia avvantaggiata o svantaggiata. Sebbene lo Stato abbia un ruolo legittimo nel prevenire coercizione o frode, deve esercitare tale responsabilità in modo che non interferisca con l’autonomia individuale in materia di credo né imponga oneri eccessivi alla conversione religiosa volontaria.

L’aggiunta, nel progetto di legge del Maharashtra sulla libertà di religione, di una disposizione secondo cui, se un “parente di sangue” di una persona che intende convertirsi presenta una denuncia sostenendo che la conversione sia illegittima (perché ottenuta con forza, frode o induzione), la polizia deve registrare un First Information Report e avviare un’indagine, rischia di aprire la porta a interventi di terzi in decisioni profondamente personali riguardanti la propria fede.

Mentre la proposta legislativa del Maharashtra prosegue nelle successive fasi di esame e consultazione, i legislatori hanno l’opportunità di trarre insegnamento dalle esperienze di altri Stati, dove leggi simili hanno talvolta prodotto conseguenze indesiderate, tra cui tensioni comunitarie. Le pronunce giudiziarie in materia di libertà religiosa, libertà personale e regolamentazione statale offrono orientamenti preziosi.

Una legge redatta con attenzione - sostenuta da prove chiare, guidata dai principi costituzionali e accompagnata da adeguate garanzie - può affrontare le preoccupazioni relative alla coercizione preservando al contempo le libertà che sono al cuore del sistema democratico indiano.

In definitiva, una legislazione che bilanci l’ordine pubblico con la libertà individuale ha maggiori probabilità di ispirare fiducia pubblica e rafforzare l’armonia sociale. Un dibattito trasparente, una redazione accurata e l’aderenza ai valori costituzionali saranno essenziali per garantire che qualsiasi legge di questo tipo serva gli obiettivi più ampi di giustizia, libertà ed uguaglianza.

* vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Mumbai

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