02/05/2017, 16.07
VIETNAM
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Mons. Nguyễn Văn Mạnh, il nuovo vescovo coadiutore nella diocesi di Dalat

di Thanh Thuy

Ordinato nel 1994, il prelato ha condiviso la gioia di questa “grazia”. La diocesi conta 380mila fedeli e quasi cento parrocchie. Un terzo della parrocchia è composto da appartenenti a tribù locali.

Dalat City (AsiaNews) – Lo scorso 8 aprile, papa Francesco ha nominato il padre domenicano Nguyễn Văn Mạnh vescovo coadiutore della diocesi di Dalat.

Mons. Văn Mạnh, nato il 12 agosto del 1955 nella provincia di Cần Thơ, ha studiato in seminario dal 1973 al 1977, per poi proseguire la sua formazione studiando filosofia e teologia al Collegio pontificio di San Pio X a Dalat. Il 29 maggio del 1994, egli venne ordinato dal vescovo Batolomeo Nguyễn Sơn Lâm, ed è stato sacerdote nella parrocchia di Tân Hóa, nella provincia di Bảo Lộc per nove anni. Dal 2003 al 2009, mons. Văn Mạnh ha studiato all’Università Urbaniana del Ministero delle missioni a Roma, dove ha condotto un dottorato in diritto canonico. Tornato nel suo Paese nel 2009, egli è divenuto il rappresentante legale della diocesi di Dalat.

Il nuovo vescovo ha espresso con umiltà la sua gioia per la nomina: “Dio mi ha concesso una grazia. Questo è un segno di amore misterioso – ha detto – È benedizione e insieme questa prova è legata alla mia missione e responsabilità per la diocesi di Dalat”. Egli ha condiviso con il vicario generale e i preti della diocesi la speranza di “essere normali sacerdoti che si riuniscono intorno al nostro vescovo diocesano. Ricordiamoci l’uno dell’altro non solo durante la liturgia, nelle nostre preghiere l’uno per l’altro, ma anche nei cuori grati. Condividiamo tutti un impegno liturgico e missionario”.

Parlando con la stampa locale, egli ha ricordato il motto del vescovo di Dalat Antoine Vũ Huy Chương, “madre e pastore” (Mẹ và Mục Tử’): “Sono consapevole che nasciamo per opera di Dio. Cresciamo nella Chiesa. Gesù ha affidato il suo gregge agli apostoli e i loro successori. I pastori sono accostati allo Spirito Santo di Cristo per accrescere e nutrire il gregge come una madre”.

“Quando ero in seminario, ho servito per 14 anni la parrocchia di Tân Thanh, a Bảo Lộc nella provincia di Lâm Đồng. Fra il 1980 e il 1994, in un Paese socialista, il futuro della mia vocazione era oscuro (mù mịt). Ma ho apprezzato e ringraziato alcuni laici, perché hanno protetto la mia vocazione con cura durante questo lungo tempo”.

Egli ha poi ricordato il periodo, dopo l’ordinazione, speso come vicario della parrocchia di Tân Hóa, che comprende tre piccole aree, e include delle famiglie fuggite dal nord del Vietnam a causa degli eventi del 1954 e 1975, fra la presa di potere dei comunisti nel 1954 e degli americani nel 1975: “Ricordo ancora le strade scivolose con i ponti di bambù sospesi. Tutte le vite di quei laici formavano una ricca immagine. Così quando ho servito la parrocchia, ho ottenuto molta esperienza pastorale e lavoro missionario”.

Il vescovo Chương spesso si riferisce all’orientamento della diocesi di costruirsi e costruire le parrocchie “per diventare una comunità di fede, una comunità di liturgia, una comunità di carità, e una comunità missionaria”.

La diocesi di Dalat copre un’area di quasi 10mila km2, dove vive una popolazione di 1,385 milioni di persone. Secondo statistiche del 2016, essa ha quasi 380mila fedeli, dei quali più di 137mila tribali. La diocesi conta 98 parrocchie, 174 sacerdoti diocesani, 128 ordinati, 76 seminaristi superiori, e più di mille religiosi di 50 congregazioni.

Una caratteristica missionaria specifica della diocesi di Dalat è la missione fra i fratelli e sorelle tribali. Sin da quando il missionario Jean Cassiagne fu inviato al “punto missionario Di Linh” nel 1927, arrivarono sacerdoti della Société des Missions étrangères (Mep) di Parigi negli anni Quaranta, i redentoristi negli anni Cinquanta, e i sacerdoti della Congregazione missionaria di San Vincenzo in seguito; i missionari di oggi sono seguiti da preti diocesani e da molte suore di varie congregazioni che si sono uniti a loro.

I 137mila fedeli tribali sono più di un terzo dei parrocchiani della diocesi. Ora ci sono 10 preti tribali e oltre 30 suore che stanno lavorando per la missione della diocesi di Dalat.

Intervistato da un giornale locale, il vescovo Văn Mạnh ha spiegato il ruolo dei cattolici vietnamiti, oggi: “Noi, i cattolici, viviamo in una nazione. Proprio come Gesù, che è Dio e Uomo. Egli fu ebreo e visse nel Paese. Quindi, noi siamo cattolici vietnamiti, che costruiscono il Regno di Dio e anche il loro Paese natio”.

L’arcivescovo Leopeoldo Girelli, rappresentate non-residente della Santa Sede in Vietnam, ha partecipato alla prima conferenza del 2017 con il Consiglio dei vescovi vietnamiti, fra il 24 e 28 aprile, nella diocesi di Nha Trang. Egli ha condiviso e raccontato le attività caritatevoli della Chiesa vietnamita affermando: “Attraverso la rete della Caritas in tutto il Paese, siamo in grado di portare la Buona Notizia a tutti, con testimonianza silenziosa, ma più convincente di qualsiasi condotta verbale e rumorosa attività. Dovremmo quindi far visita e condividere con i poveri e gli abbandonati. Questo è il modo di andare ‘oltre’ (confine) e proclamare la Buona Notizia con efficacia alle persone”.

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