13/01/2014, 00.00
FILIPPINE - VATICANO
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Mons. Quevedo primo cardinale di Mindanao e fautore del dialogo fra musulmani e cristiani

Per p. Sebastiano D'Ambra, missionario Pime a Zamboanga (Mindanao) la nomina di mons. Quevedo è una grande opportunità per la riconciliazione fra cristiani e musulmani. L'arcivescovo di Cotabato si è battuto per decenni per la pace nell'isola devastata da 40 anni di guerra fra islamisti ed esercito.

Zamboanga (AsiaNews) - Per i musulmani e i cristiani di Mindanao, la nomina a cardinale di mons. Orlando Beltran Quevedo, arcivescovo di Cotabato, è una grande opportunità per il dialogo interreligioso nella regione a maggioranza musulmana devastata da oltre 40 anni di guerriglia fra esercito filippino e ribelli islamici.

P. Sebastiano D'Ambra, missionario del Pontificio istituto missioni estere (Pime) a Zamboanga e fondatore del movimento per il dialogo fra le fedi Silsillah, amico personale di mons. Quevedo, racconta ad AsiaNews:  "L'arcivescovo di Cotabato è molto apprezzato dalla comunità musulmana di Mindanao, soprattutto per aver sostenuto sempre una posizione di dialogo e apertura durante momenti di tensione fra cristiani e musulmani a causa degli attentati lanciati dai ribelli islamici di Abu Sayyaf". Per il sacerdote la sua nomina porta "nuova luce in questa terra molto spesso dimenticata e inciderà sul futuro dei rapporti fra cristiani e musulmani".

Lo stesso Mohagher Iqbal, leader del Moro Islamic Liberation Front (Milf), ha sottolineato che i musulmani "desideravano che una persona del calibro di mons. Quevedo ottenesse una posizione di prestigio e riconoscenza all'interno della Chiesa". Per il fondatore del Milf "tutto ciò è un bene la pace a Mindanao".


Religioso degli Oblati di Maria Immacolata, mons. Quevedo, 75 anni, è stato dal 1998 al 2003 presidente della Conferenza episcopale delle Filippine ed è uno degli organizzatori delle Conferenza dei vescovi dell'Asia (Federation Asian Bhishop's Conference). Il suo impegno come vescovo inizia nel 1980 durante il regime di Marcos, a Kidapawan (Mindanao) dove resterà fino al 1986. Questo periodo è segnato dall'omicidio  di p. Tullio Favali ucciso nel 1985 a Tulunan (North Cotabato) da un gruppo paramilitare. Nel 1986 diventa vescovo di Nueva Segovia e nel 1998 arcivescovo di Cotabato una delle diocesi più colpite dalla guerriglia fra Moro Islamic Liberation Front ed esercito.

Nel luglio 2003, al culmine di una grande offensiva lanciata dal governo del presidente Gloria Arroyo contro i ribelli Moro, mons. Quevedo legge in occasione della 27ma Assemblea generale dei vescovi e degli uomini d'affari a Taguig (Manila) un importante documento dal titolo "L'ingiustizia: la radice del conflitto in Mindanao". Con esso il prelato denuncia la situazione di emarginazione della popolazione di religione musulmana. L'analisi diviene uno dei testi fondamentali per il dialogo con i ribelli e per il rilancio dello sviluppo umano di Mindanao. Fra i vescovi e gli arcivescovi cattolici filippini  mons. Quevedo  è quello più coinvolto nel processo di pace iniziato nel novembre 2012 con la creazione della regione autonoma di Bangsamoro. Nel luglio 2009 i terroristi di Abu Sayyaf fanno esplodere una bomba dentro la cattedrale di Cotabato, proprio durante una messa del prelato. Nell'attentato muoiono cinque persone. 

 

 

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