29/11/2004, 00.00
MYANMAR
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Myanmar: arresti domiciliari prolungati per Aung San Suu Kyi

Yangon (AsiaNews/Agenzie) – Niente libertà per Aung San Suu Kyi. La giunta del Myanmar ha anzi prolungato gli arresti domiciliari alla leader della Lega nazionale per la democrazia (NLD), il partito d'opposizione birmano. Lo ha annunciato oggi la NLD stessa. U Lwin, portavoce del partito democratico, ha detto che il caso di Suu Kyi è stato sottoposto alla Legge per la salvaguardia dello Stato dal pericolo di elementi sovversivi. Essa prevede la detenzione di un anno per chi viene ritenuto una minaccia alla nazione. Esclusa, in questo modo, la speranza che la prigioniera politica numero 1 del Myanmar possa essere liberata prima di settembre 2005.

La notizia segue l'annuncio della giunta militare di volere liberare circa 9mila prigionieri "ingiustamente" incarcerati dai servizi di sicurezza guidati dall'ex premier Khin Nyunt. L'opposizione avverte che, finora dei circa 1.300 – 1.400 prigionieri politici nel Paese solo alcune decine sono tornate in libertà. Dopo circa 4 mesi nel carcere di Insein, da settembre 2003 Aung San Suu Kyi - premio Nobel per la pace nel 1991 - è agli arresti domiciliari. In precedenza, la donna era già stata condannata agli arresti: la prima volta dal 1989 al '95, poi per 20 mesi fino al maggio 2002. Nel 1990, il suo partito, la NLD, ha vinto le elezioni, ma la giunta militare, che guida il Paese dal 1962, non gli ha mai permesso di governare.

In questo contesto sembrano prepararsi tempi duri per i democratici. La nomina di Soe Win a primo ministro del Myanmar continua a suscitare preoccupazioni. In molti ritengono che il nuovo premier, si opporrà al dialogo con i democratici; analisti e diplomatici, inoltre, lo ritengono responsabile di aver orchestrato gli scontri tra l'opposizione e le forze militari che hanno portato all'arresto di Aung San Suu Kyi a maggio dell'anno scorso.La notizia dell'estensione della pena al leader democratico ha provocato disappunto tra i leader dell'Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (ASEAN), riuniti in questi giorni a Vientiane per la conferenza annuale. In quest'occasione il Myanmar (membro ASEAN) avrebbe dovuto riconfermare ai partner il suo impegno a favore di uno sviluppo democratico del Paese, dopo la caduta del moderato Khin Nyunt, il mese scorso.

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