16/02/2006, 00.00
NEPAL
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Nepal: il contrastro tra re e partiti favorisce solo i maoisti

di Prakash Dubey

E' l'opinione dell'inviato Usa, che definisce "un fallimento" la politica del re e critica gli accordi tra partiti e ribelli. Fonti di AsiaNews: il popolo vorrebbe una nuova intesa tra re e partiti.

Kathmandu (AsiaNews) - James F Moriarty, inviato Usa in Nepal, insiste per una riconciliazione tra re Gyanendra e i partiti politici, sostenendo che la prosecuzione dello scontro potrebbe portare al potere i ribelli maoisti. Secondo fonti di AsiaNews, solo con la riconciliazione potrebbe tornare la pace.

I maoisti - ha detto ieri Moriarty - traggono vantaggio dallo scontro tra monarchia e partiti politici e occorre che tutte le forze costituzionali cerchino un accordo. La gestione del potere del re - che dal febbraio 2005 ha esautorato i partiti politici - è ritenuta "un totale fallimento": questi "12 mesi di governo hanno solo aggravato la situazione, reso più sicuri i ribelli maoisti e aumentata la divisione tra i partiti politici e il Re". "Senza un effettivo avvicinamento tra le due legittime forze politiche - ha proseguito - i maoisti continueranno ad avvantaggiarsi, con molte persone stanche del dissidio tra re e partiti e altre che credono che i ribelli possano abbandonare le loro radici ideologiche e partecipare alla maggioranza politica".

Duro monito anche ai partiti politici d'opposizione: l'accordo di novembre con i maoisti è "pericoloso per i partiti stessi e per il futuro del Nepal", dato che i ribelli rimangono "terroristi", come dimostra anche la recente dichiarazione del loro leader di voler "esiliare o processare il Re", in totale contrasto con tutte le dichiarazioni di buona volontà.

L'appello dell'ambasciatore "porta - dice ad AsiaNews un sacerdote cattolico impegnato nei programmi per l'aiuto dei poveri nel Nepal - positivi segni di speranza. E' un chiaro messaggio che sia il Re che i partiti politici debbono riprendere un effettivo dialogo". "Lo Stato si basa sul tripode formato dal Re, i partiti politici e l'esercito" e "il re e le altre parti cominciano a comprendere che il loro dissidio può solo favorire i maoisti".

"Anche i partiti politici stanno comprendendo di essere usati dai maoisti per giungere al potere assoluto. Fino all'accordo del 22 novembre, l'influenza dei ribelli sul popolo era in declino. Ora, come dice Moriarty, i maoisti ripetono al popolo che solo loro possono opporsi a una monarchia autocratica. Questo messaggio potrebbe far emarginare i partiti politici. Soprattutto, i maosti hanno armi mentre i partiti hanno solo slogan e bandiere. Le armi influenzano la gente più degli slogan, soprattutto nell'attuale situazione di prolungata guerriglia". "Una riconciliazione tra Re e partiti fermerebbe la proliferazione dei maoisti e potrebbe portarli al tavolo dei negoziati o a scomparire".

"L'ambasciatore Usa si è incontrato con molti leader politici ed è probabile - dice Ramekbal Choudhary, attivista per i diritti umani - che abbia sentore dei mutamenti di cui ha parlato", che sarebbero ben accolti dalla popolazione.

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