05/03/2024, 13.44
INDIA
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New Delhi: demolita la casa di un musulmano che aveva salvato i lavoratori dell'Uttarakhand

Wakeel Hasan era tra gli "uomini-topo" che a novembre avevano scavato a mano la terra per raggiungere gli operai intrappolati in un tunnel in costruzione. Nonostante gli elogi e i riconoscimenti, la sua abitazione è stata abbattuta dai bulldozer. Secondo le autorità si trovava illegalmente su un terreno governativo, ma Wakeel già in passato era stato costretto a pagare tangenti ai funzionari locali.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) - Da eroe nazionale a senzatetto: è la parabola di Wakeel Hasan, uno degli “uomini-topo” che a novembre avevano salvato 41 operai rimasti intrappolati in un tunnel in costruzione nella regione himalayana. La sua casa a Khajuri Khas, un quartiere densamente popolato di New Delhi, è stata demolita la settimana scorsa. Il giorno successivo è stato visto rovistare tra le macerie in cerca di libri di testo della figlia 15enne, Aliza. “Non riesco nemmeno a guardare questa casa demolita senza piangere”, ha detto Wakeel ad Al Jazeera.

La squadra di minatori era stata chiamata nello Stato settentrionale dell’Uttarakhand dopo che erano falliti tutti gli altri tentativi di salvataggio da parte di soccorritori professionisti. Il “rat-hole mining” è un’espressione con cui in India ci si riferisce all’estrazione manuale del carbone, una pratica che, nonostante sia ufficialmente vietata, impiega parecchie persone, tra cui anche donne e bambini, provenienti da contesti svantaggiati. 

Dopo l’impresa, Wakeel e il resto del team avevano ricevuto diversi riconoscimenti nazionali, compresi gli elogi del primo ministro Narendra Modi. In soli tre mesi, però, la sua vita è stata stravolta. Stava facendo la spesa quando Aliza lo ha chiamato per dirgli che volevano abbattere la loro casa. Insieme ad Azeem, il fratello maggiore, la ragazza ha provato a impedire alla polizia di entrare nell’abitazione, senza successo: “Sono stata schiaffeggiata dalle donne della polizia e Azeem è stato spinto, schiaffeggiato e maltrattato verbalmente. Poi siamo stati trascinati fuori di casa e gettati in un'auto della polizia”, ha raccontato Aliza.

Quando Wakeel è arrivato a casa era già troppo tardi: prima che potesse intervenire, i bulldozer della Delhi Development Authority (DDA), l'organizzazione governativa responsabile della pianificazione e dello sviluppo dei progetti infrastrutturali nella capitale, avevano già iniziato a radere al suolo l'abitazione. 

Secondo la DDA la casa era stata costruita illegalmente su un terreno di proprietà del governo. Per l’“uomo-topo”, che aveva i documenti per dimostrare che la casa fosse di sua proprietà, si tratta di una falsità: “Dicono che l’azione faceva parte di un’operazione di abbattimento di proprietà illegali, ma hanno demolito solo una proprietà: la mia”, ha dichiarato. Lui e la moglie Shabana avevano acquistato la casa nel 2013 per 3,3 milioni di rupie (39.800 dollari). “Non capisco perché sono stato preso di mira. È stato perché appartengo a una comunità minoritaria?”, ha aggiunto ancora Wakeel Hasan, che è musulmano in un Paese a prevalenza indù.

La DDA e la polizia di New Delhi rispondono al governo centrale, guidato dal Bharatiya Janata Party (BJP), anche se la capitale è governata da un altro partito. Secondo l’attivista Sucheta De, la demolizione è stata illegale e criminale. “Se guardiamo agli esempi passati, sembrano mirati, contro i poveri e i membri delle minoranze”, ha spiegato. 

Da quando il BJP è salito al potere nel 2014 è aumentata la propaganda contro i musulmani, che a Delhi, una megalopoli di 30 milioni di abitanti, formano il 12% della popolazione. Molti di loro vivono in quartieri “irregolari”: anche se i residenti hanno i documenti di proprietà, la creazione di questi quartieri, non essendo stata regolata dalla legge, dà ai funzionari locali il potere di risparmiare o meno le case dall’abbattimento. “Una larga parte della popolazione di Delhi è sempre sotto la minaccia di demolizione”, ha detto Sucheta De. 

Secondo i rapporti di Amnesty International, solo tra aprile e giugno 2022 sono state abbattute 128 proprietà musulmane e sono rimaste senza un tetto o senza mezzi di sussistenza oltre 600 persone. 

Spesso, l’unico modo per evitare il problema è pagando delle tangenti, come spesso accade a Khajuri Khas, ha commentato Wakeel, che nel 2016, insieme al vicino, era stato costretto a pagare alle autorità circa 9.500 dollari per evitare che i bulldozer radessero al suolo tutto. 

Impossibilitato a pagare altre tangenti,  durante la demolizione della settimana scorsa, Wakeel Hasan ha provato a chiamare tutti i politici locali di sua conoscenza, ma non è servito a nulla: “Ho contattato tutti, ma non hanno risposto alle mie chiamate. Manoj Tiwari - il parlamentare del BJP del suo collegio elettorale - mi aveva fatto i complimenti ed era persino venuto a casa mia. L'ho chiamato più volte. Anche a un giorno dalla demolizione non ha risposto alle mie chiamate”.

Wakeel Hasan pare determinato ad affrontare una una lunga battaglia in tribunale. “Non sono molto fiducioso, ma non ci muoveremo di un centimetro finché non ci verrà restituita la nostra casa”, ha affermato, mentre la sua famiglia mangiava su un letto sul ciglio della strada, sotto un telone regalato dai vicini.

Tutti i trofei ricevuti dopo il salvataggio dell’Uttarakhand giacciono sotto le macerie.

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