02/02/2005, 00.00
NEPAL
Invia ad un amico

Nuovo governo in Nepal; il re sospende tutti i diritti civili

Continua lo stato di emergenza in Nepal: arrestate decine di persone, interrotte tutte le comunicazioni con il resto del mondo.

Kathmandu (AsiaNews/Agenzie) - Decine di oppositori politici sono stati arrestati da quando il re Gyanendra ha dichiarato ieri lo stato di emergenza e ha assunto i pieni poteri. Shokavar Parajuly, esponente del Nepali Congress Party, una delle maggiori formazioni politiche di opposizione attive nel paese, ha affermato che 50 leaders dei maggiori movimenti politici di opposizione nepalesi sarebbero attualmente trattenuti in stato di fermo dalle forze di polizia. Ieri, subito dopo il discorso televisivo del re, per impedire la circolazione delle notizie tutte le linee telefoniche del paese sono state interrotte e la rete internet oscurata. Anche l'aeroporto internazionale di Kathmandu ha cancellato tutti i voli in arrivo e in partenza e due aerei provenienti dalla Thailandia e dall'India sono stati costretti a tornare indietro. La radio di stato ha riportato la notizia che con la dichiarazione dello stato di emergenza sono sospesi tutti i diritti civili compreso il diritto alla libertà di espressione e il diritto  di associazione. L'ex primo ministro del Nepal, Sher Bahadur Deuba, che lunedì scorso aveva incontrato il re per discutere il calendario delle prossime elezioni è attualmente agli arresti domiciliari nella sua residenza ufficiale. L'ex ministro dell'educazione Bimalendra Niddhi ha affermato che: "Le azioni del re sono dirette contro la vita democratica del paese".

Le reazioni della popolazione sembrano a favore dell'operato della monarchia. Secondo alcune interviste rilasciate alle agenzie di stampa internazionali, la gente appoggerebbe queste misure perché combattono la corruzione dilagante e l'inefficienza della classe politica nepalese nel combattere i ribelli maoisti.

Gyanendra ha presentato oggi dieci membri del suo nuovo governo. Fra le figure chiamate a far parte del nuovo gabinetto ci sono il ministro dell'Interno Dan Bahadur Shahi e il ministro degli Esteri Ramesh Nath Pandey. La decisione del re di assumere il potere per i prossimi tre anni è stata duramente criticata dalle Nazioni Unite, Stati Uniti e dalla vicina India.

Diverse organizzazioni hanno criticato i provvedimenti presi dalla monarchia nepalese e hanno lanciato un appello alla Commissione per il rispetto dei diritti umani delle Nazioni Unite affinché nella prossima riunione sia avviato un rapporto speciale per monitorare il rispetto dei diritti umani in Nepal. Secondo Human Rights Watch, con questi provvedimenti Gyanendra è ora direttamente responsabile del rispetto dei diritti umani e della sicurezza del paese.

Lo stato di emergenza va ad aggravare una situazione già molto tesa. Da 9 anni formazioni ribelli maoiste combattono contro la monarchia per instaurare un regime comunista. Nel 1996, dopo aver ottenuto solo 9 seggi su 205 alle elezioni legislative, hanno iniziato la lotta armata. In 9 anni, negli scontri fra esercito e ribelli, sono morti 11mila nepalesi. Nel 2001 i ribelli hanno interrotto le trattative di pace con il governo e ripreso la guerriglia.

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Nuove tensioni tra ribelli maoisti e governo
26/10/2009
Nuova ondata di violenze e morti in Nepal
22/03/2006
Nepal, ribelli maoisti reclutano bambini "per la rivoluzione"
03/06/2005
Nepal: milioni di profughi in fuga dalla guerra
11/05/2005
Nepal, pellegrinaggio "politico" di un leader cinese alla "culla di Buddha"
17/03/2006


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”