16/02/2015, 00.00
YEMEN - ONU
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Onu: gli Houti liberino il governo yemenita e accettino di trattare "in buona fede"

Una risoluzione del Consiglio di sicurezza minaccia "ulteriori passi" se non si mette fine alla violenza, ma la decisione non è stata presa nel capitolo della Carta dell'Onu che prevede anche l'uso della forza. Chiesta anche la fine di ogni interferenza straniera.

New York (AsiaNews/Agenzie) - Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha chiesto alle milizie Houti di ritirarsi dalle strutture governative dello Yemen, di rilasciare il presidente e il primo ministro, ora agli arresti domiciliari, e di impegnarsi a trattative mediate dalla stessa Onu. Nella stessa risoluzione, approvata ieri, si chiede la fine di ogni interferenza straniera e si minacciano "ulteriori passi" se non si porrà fine alla violenza.

La risoluzione, adottata all'unanimità dai 15 Paesi membri, era stata proposta da Gran Bretagna e Giordania. Il Consiglio di cooperazione del Golfo - che riunisce Arabia Saudita, Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar ed Emirati arabi uniti - aveva chiesto che la risoluzione fosse approvata ai sensi del capitolo 7 della Carta dell'Onu, che si riferisce a minacce alla pace e prevede anche la possibilità di uso della forza, ma la proposta non è stata accolta.

All'origine della risoluzione adottata, la convinzione che lo Yemen sta collassando, dopo che le milizie Houti, sciite e vicine all'Iran, in settembre hanno allargato la zona sotto il loro controllo, compresa la capitale Sanaa, e hanno deposto il governo centrale..

In risposta, al Qaeda e altri gruppi islamici sunniti hanno intensificato i loro attacchi. Lo Yemen è la sede di al Qaeda nella penisola arabica, una delle organizzazioni terroristiche più attive anche all'estero. Sabato scorso, decine di migliaia di yemeniti hanno manifestato in varie città contro il movimento Houthi. In una regione montuosa del sud ci sono stati scontri tra Houthi e sunniti, con un bilancio di 26 morti.

La risoluzione del Consiglio di sicurezza che "deplora le azioni compiute dagli Houti per sciogliere il parlamento e impadronirsi delle istituzioni governative, anche con la violenza", chiede agli Houti di impegnarsi "in buona fede" a negoziare e anche di cessare di minare la transizione politica e la sicurezza del Paese. Si chiede inoltre a "tutti gli Stati membri di astenersi da interferenze che mirano a fomentare scontri e instabilità e sostenere invece la transizione politica". "A tutte le parti" si chiede inoltre di "porre fine alle attività armate contro il popolo e le legittime autorità dello Yemen e di restituire le armi prese all'esercito e alle forze di sicurezza".

 

 

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