28/03/2012, 00.00
INDIA – ITALIA
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Orissa: dietro i rapimenti, accordi traditi tra governo e maoisti

di Santosh Digal
Alcuni membri dell’opposizione accusano il partito di governo Bjd (Biju Janata Dal) di aver fatto patto segreto con i maoisti per vincere le elezioni locali un anno fa. Ieri nel Kandhamal, lo zio di un testimone nei pogrom anticristiani del 2008 è stato rapito. Silenzio dei giudici locali, libero grazie all’intervento del Global Council of Indian Christians.

Bhubaneshwar (AsiaNews) - Le trattative tra governo dell'Orissa e guerriglieri maoisti sono in una fase di stallo per vecchi favori non mantenuti. Alcuni membri dell'opposizione infatti accusano il partito di governo Bjd (Biju Janata Dal) di aver raggiunto in passato un accordo politico segreto con i ribelli per ottenere i loro voti alle ultime elezioni. A fronte del tentennamento delle autorità nel tener fede ai patti, i maoisti avrebbero rapito Hikaka, membro del Bjd nel distretto di Koraput. Intanto, i mediatori di entrambe le parti hanno chiesto al capo del governo (chief minister) Naveen Patnaik di dare indicazioni chiare su quali tra le 13 richieste fatte dai ribelli è possibile soddisfare, per la liberazione del parlamentare dell'italiano Paolo Bosusco.

Hikaka è stato rapito il 24 marzo scorso dal gruppo maoista Andhra Odisha Border Special Zone Committee (Aobszc). Questa è una fazione rivale a quella di Sabyasachi Panda, la Odisha State Organising Committee (Osoc), che il 14 marzo scorso ha rapito Paolo Bosusco e Claudio Colangelo nel distretto di Kandhamal. Colangelo è stato liberato il 25 marzo.

In cambio del sostegno elettorale, il Bjd aveva garantito il rilascio di tre quadri maoisti e lo stop dell'operazione anti-maoisti Green Hunt. Ashok Sahoo, vicepresidente del Bjp (Baratiya Janata Party, destra ultranazionalista indù) in Orissa, sottolinea: "I legami tra Bjd e maoisti non sono un segreto". "Questo - ha aggiunto Prashad Harichandan,  anziano leader del Congress - la dice lunga sulla sincerità del governo nell'affrontare la minaccia maoista nello Stato". Secondo membri dell'opposizione, Patnaik era al corrente di tale accordo segreto.

Intanto però, altri sequestri in Orissa avvengono in pieno silenzio da parte delle autorità. È il caso di un rapimento lampo avvenuto nella giornata di ieri: un gruppo di persone hanno rapito Saira Nayak, zio di un testimone chiave in un episodio di violenza legato ai pogrom anticristiani del Kandhamal (2008). Il caso riguarda il rogo di una casa nel villaggio di Mahaguda, per il quale sono incriminati Susant Pradhan (ex amministratore locale) e 27 suoi collaboratori.

Nella mattinata di ieri, Keshab Nayak (nipote del rapito) e altre quattro persone hanno depositato la loro testimonianza. Al termine dell'udienza, gli accusati li hanno minacciati di morte, aggiungendo che se non avessero ritrattato le accuse, anche i loro familiari ne avrebbero pagato le conseguenze. Poco tempo dopo, alle tre del pomeriggio (ora locale), Saira Nayak è stato preso. I familiari hanno chiesto aiuto a un giudice locale, che ha però detto loro di aspettare. Solo grazie all'intervento del Global Council of Indian Christians (Gcic) e dei loro avvocati, la polizia locale si è attivata e ha ritrovato l'uomo.

Tuttavia, i rapitori di Saira Nayak sono rimasti a piede libero e il nipote Keshab ha deciso di ritrattare la propria testimonianza. Per questo Sajan George, presidente del Gcic, ha lanciato un appello al ministro della Giustizia in Orissa: "Vi prego, proteggete i testimoni delle violenze nei pogrom del Kandhamal". 

 

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