14/09/2009, 00.00
PAKISTAN
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Pakistan, scuola e minoranze: pari diritti fra studenti, come sancito dalla Costituzione

di Sarah John
Docente cristiano: per combattere violenze ed estremismi è necessario promuovere programmi all’insegna della tolleranza e diritti umani. Le istituzioni favoriscono gli studenti musulmani, con agevolazioni e aiuti; i libri di testo alimentano un “senso di segregazione” fra i membri delle minoranze.
Lahore (AsiaNews) – Solo attraverso l’educazione scolastica è possibile attuare “cambiamenti concreti” in Pakistan; per mettere fine alla spirale di “terrorismo ed estremismo”, è necessario “formare gli studenti fin da giovani”, spiegando loro i valori della tolleranza e del rispetto dei diritti umani. È quanto sottolinea Anjum James Paul, docente e fondatore della Pakistan Minorities Teachers’ Association (Pmta), in un lungo articolo pubblicato sul Pakistan Christian Post. Da profondo conoscitore del sistema scolastico pakistano, egli ha analizzato la Politica nazionale per l’istruzione 2009, denunciandone i difetti e le violazioni dei diritti delle minoranze.
 
Il professore invita a mantenere un atteggiamento “costruttivo”, richiamandosi “ai valori del padre fondatore della patria” pronunciati davanti all’Assemblea costituente l’11 agosto 1947. Muhammad Ali Jinnah ha ribadito la “libertà di culto” fra i criteri essenziali del Paese, sottolineando che “gli affari dello Stato” sono una questione separata rispetto “alla fede, alla casta o alle idee professate”.
 
Egli punta il dito contro i governi che si sono succeduti alla guida del Paese, che hanno perpetrato “discriminazioni” contro le minoranze, ma non risparmia critiche nemmeno ai rappresentanti delle minoranze stesse, che “non hanno mai sollevato la questione” contro le “politiche discriminatorie”.
 
I libri di testo e le istituzioni scolastiche, prosegue Anjum James Paul, costringono gli studenti delle minoranze a “seguire corsi dove viene promossa una fede in particolare”, quella islamica, alimentando un “senso di segregazione”. “Il loro ruolo nella nascita e nella costruzione del Pakistan – afferma – non è contemplato nei libri di testo, creando una sorta di distanza fra loro [gli studenti delle minoranze] e quelli della religione principale”. I testi, inoltre, non dovrebbero alimentare “controversie”, ma “è triste vedere che non si fa menzione delle minoranze”; per questo egli auspica un intervento del Ministero dell’istruzione, che adotti “speciali linee guida in questo senso”.
 
Un altro caso di discriminazione fra studenti musulmani e non, riguarda lo studio del Corano. Coloro i quali imparano passi del Profeta a memoria possono infatti “sostenere gli esami dell’ottava classe, saltando la sesta e la settima” e ricevono “un maggior punteggio” nell’ammissione alle classi superiori. “Gli studenti delle minoranze – denuncia il fondatore di Pmta – non godono di questi privilegi ed è molto più difficile raggiungere un grado maggiore di istruzione”.
 
Infine la Costituzione del Paese, che sancendo all’art. 2 “l’islam religione di Stato” rafforza la cooperazione fra le nazioni musulmane in nome della “unità dell’islam” e ne promuove i valori, la storia, gli insegnamenti, a discapito di quanti professano un credo religioso diverso.
 
Gli esempi riportati da Anjum James Paul, infine, sono una “aperta violazione” dell’art. 25 della carta fondamentale dello Stato, secondo cui “tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e hanno diritto allo stesso grado di protezione”.
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