Papa agli Oblati di Maria Immacolata: 'Mantenere apertura preferenziale agli ultimi'
Leone XIV ha incontrato i missionari in udienza, con le Suore di Nostra Signora degli Apostoli,. Ricordato la storia degli Oblati, fondati nel 1816 da Sant'Eugenio de Mazenod nel contesto post-rivoluzionario francese. Sottolineata la presenza in Europa, Africa e Asia, iniziata nel 1847 con l’arrivo a Ceylon. Evidenziato il dono di "famiglia carismatica e crescente interculturalità".
Città del Vaticano (AsiaNews) - Stamattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, papa Leone XIV ha ricevuto in udienza i Missionari Oblati di Maria Immacolata, nel 200esimo anniversario dell’approvazione pontificia, e le Suore di Nostra Signora degli Apostoli, nel 150esimo anniversario della fondazione. Sono due istituti religiosi accomunati dalla “vocazione missionaria”, ha sottolineato. A religiosi e religiose Prevost ha raccomandato di conservare il “sincero e generoso spirito di famiglia”, innescato dai fondatori, che nasce “dall’incontro con Dio, dall’Eucaristia”.
Il papa ha rammentato il motto voluto dal fondatore dei Missionari Oblati di Maria Immacolata (OMI) Sant’Eugenio de Mazenod: “Mi ha mandato ad evangelizzare i poveri” (cfr Is 61,1; Lc 4,18). La congregazione fu fondata nel 1816 a Aix‑en‑Provence, mentre “l’Europa era scossa da vicende complesse e drammatiche”, alle prese con le conseguenze della Rivoluzione Francese. Leone XIV ha ricordato che Sant’Eugenio ebbe parole e azioni “in difesa della dignità di poveri, operai e contadini, sfruttati come risorse produttive e ignorati nelle esigenze più profonde della loro umanità”.
Il vescovo francese (1782-1861) ebbe difatti una “forte e provocatoria audacia” inviando religiosi dalla Francia al mondo. “Prima in Canada e poi in altre parti del mondo: in Europa, Africa e Asia”, ha ricordato Prevost. Una tappa importante fu l’inizio delle missioni in Asia nel 1847, con l’arrivo a Ceylon, in Sri Lanka, che segnò l’avvio della presenza asiatica della congregazione. Ma gli OMI sono anche in altri Paesi dell’Asia, come India, Pakistan, Bangladesh, Thailandia, Laos, Vietnam, Cina e Giappone. A quell’apertura iniziale seguì “un’impressionante fioritura missionaria e vocazionale”, ha detto.
Fino a giungere a oggi “con più di tremila religiosi sparsi in settanta Paesi del mondo”, ha aggiunto il papa. Dicendo ai presenti: “Voi continuate a svolgere il vostro ministero con la stessa apertura preferenziale agli ultimi, arricchiti dal dono prezioso di una estesa famiglia carismatica e di una crescente interculturalità”. Invitando i missionari ad accogliere “questa vitalità come un dono e come un segno”. E, citando Bergoglio, ricordando che offrono alla Chiesa “slancio missionario” e “vita”, “partecipando al suo esodo verso le periferie del mondo amato da Dio”.
Rivolgendosi alle Suore di Nostra Signora degli Apostoli - il cui motto è “Con Maria Madre di Gesù” (cfr At 1,14) - Leone XIV ha sottolineato che “tante donne hanno risposto” all’appello del fondatore p. Agostino Planque (1826- 1907), “dalla Francia e da molti altri Paesi, accettando la sfida di stare con Maria, per essere come Lei testimoni di Cristo tra gli apostoli e nel mondo”. Molte di esse hanno pagato questo servizio con la vita, “per la durezza del lavoro missionario, per l’esposizione alle malattie, per il martirio”.
“E ancora adesso voi siete presenti in contesti difficili, dove offrite il vostro servizio con fede e nel rispetto di tutti - ha continuato il papa -. Vi incoraggio, care sorelle, a continuate questa missione, facendovi sempre più, là dove prestate la vostra opera, testimoni di fraternità e di pace”.
23/10/2020 13:52





