06/05/2026, 12.08
VATICANO
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Papa: 'Chiesa chiamata a parlare per poveri, sfruttati, vittime di violenza e guerra'

All'udienza generale proseguendo il commento della "Lumen Gentium" Leone XIV si è soffermato sulla dimensione escatologica della Chiesa, che "vive al servizio dell'avvento del Regno di Dio", interpretando i "dinamismi della storia" a partire dal Vangelo. Storia terrena segnata "da ingiustizie e sofferenze", ma credenti non sono "né illusi, né disperati". Istituzioni ecclesiastiche "chiamate a una continua conversione". 

Città del Vaticano (AsiaNews) - “La Chiesa realizza la sua missione tra il ‘già’ dell’inizio del Regno di Dio in Gesù, e il ‘non ancora’ del compimento promesso e atteso”. Papa Leone XIV all’udienza generale in piazza San Pietro di questa mattina ha meditato sulla “dimensione escatologica” della Chiesa - che “cammina in questa storia terrena sempre orientata verso la meta finale, che è la patria celeste” - sottolineata nel capitolo VII della costituzione dogmatica del Concilio Vaticano II Lumen gentium.

Tale dimensione è “essenziale”, nonostante sia spesso trascurata o minimizzata. Ne consegue che “la Chiesa vive nella storia al servizio dell’avvento del Regno di Dio nel mondo”, ha detto. Un Regno “di amore, di giustizia e di pace”, annunciato da Gesù. “La Chiesa vive nella storia al servizio dell’avvento del Regno di Dio nel mondo. Essa annuncia a tutti e sempre le parole di questa promessa, ne riceve una caparra nella celebrazione dei Sacramenti, in particolare dell’Eucaristia, ne attua e ne sperimenta la logica nelle relazioni di amore e di servizio”, ha continuato il pontefice.

Il papa, dopo aver dedicato la catechesi dello scorso mercoledì al viaggio apostolico in Africa, è tornato sui documenti conciliari, dedicando la riflessione odierna al tema “La Chiesa, pellegrina nella storia verso la patria celeste” (lettura di riferimento Ap 7,9-10). Come emerge dal titolo, la Chiesa “non si identifica perfettamente con il Regno di Dio, ma ne è germe e inizio”. Ciò conduce “i credenti i Cristo” a camminare nella “storia terrena, segnata dalla maturazione del bene ma anche da ingiustizie e sofferenze, senza essere né illusi né disperati”, ha detto Leone XIV. Essi, infatti, sono “orientati dalla promessa ricevuta” da Dio.

La Chiesa, che realizza comunque la sua missione tra il “già” e il “non ancora”, “è anche investita della missione di pronunciare parole chiare per rifiutare tutto ciò che mortifica la vita e ne impedisce lo sviluppo e prendere posizione a favore dei poveri, degli sfruttati, delle vittime della violenza e della guerra e di tutti coloro che soffrono, nel corpo e nello spirito”, ha affermato il papa. Sottolineando quanto la Chiesa “interpreta a partire dal Vangelo i dinamismi della storia, denunciando il male in tutte le sue forme e annunciando, con le parole e con le opere, la salvezza che Cristo vuole realizzare per tutta l’umanità e il suo Regno”. 

Il papa ha quindi parlato dell’“umana fragilità e caducità” delle istituzioni ecclesiastiche. Esse, “pur essendo al servizio del Regno di Dio, portano la figura fugace di questo mondo”. “Nessuna istituzione ecclesiale può essere assolutizzata, anzi, poiché esse vivono nella storia e nel tempo, sono chiamate a una continua conversione, al rinnovamento delle forme e alla riforma delle strutture, alla continua rigenerazione delle relazioni, in modo che possano davvero corrispondere alla loro missione”, ha detto.

Al termine dell’udienza, Prevost ha condiviso con i 30mila fedeli raccolti in piazza San Pietro il ricordo di San Domenico Savio (1842-1857), allievo di don Bosco - di cui è “uno dei primi frutti di santità plasmati dalla grazia divina della [sua] scuola” - morto all’età di 14 anni. “Il suo esempio di adesione al Signore in ogni circostanza aiuti ciascuno di voi a corrispondere generosamente ai desideri di bene che lo Spirito Santo vi ispira”, ha detto nei saluti ai fedeli di lingua italiana, in particolare giovani, malati e sposi novelli.

Ieri sera, fuori dalla residenza papale di Castel Gandolfo, Villa Barberini, il papa ha commentato con la stampa il nuovo attacco   verbale rivoltogli del presidente Usa Trump. “La missione della Chiesa è annunciare il Vangelo, predicare la pace. Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, che lo faccia con la verità”, ha affermato. E ancora: “La Chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari, quindi lì non c’è nessun dubbio”. Evidenziando di aver “già parlato dal primo momento che sono stato eletto e ormai siamo vicini all’anniversario. Ho detto: pace con voi”.

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