Papa: 'L'orrore del genocidio non si abbatta più su alcun popolo'
All'udienza Leone XIV si è unito al "doloroso ricordo" evocato dalla Giornata della memoria delle vittime dell'Olocausto. L'invocazione a Dio per "un mondo senza più antisemitismo e pregiudizio": la comunità delle nazioni "sia sempre vigilante". La catechesi sul rapporto tra Scrittura e Tradizone: "Parola di Dio non è fossilizzata ma realtà vivente".
Città del Vaticano (AsiaNews) - Al termine dell’udienza generale di oggi, svolta in Aula Paolo VI, mentre su Roma scende una pioggia incessante, Leone XIV si è unito al “doloroso ricordo” evocato dalla Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto, che ieri, 27 gennaio, ricorreva. L’aberrante genocidio che ha segnato il secolo scorso “ha dato la morte a milioni di ebrei e a numerose altre persone”, ha ricordato.
Per questa occasione, il papa ha chiesto a Dio “il dono di un mondo senza più antisemitismo e senza più pregiudizio, oppressione e persecuzione per alcuna creatura umana”. Rivolgendo un forte appello affinché la comunità delle nazioni del mondo “sia sempre vigilante”. “Così che l’orrore del genocidio non si abbatta più su alcun popolo e si costruisca una società fondata sul rispetto reciproco e sul bene comune”, ha affermato.
Ha affrontato invece il tema del “rapporto tra Scrittura e Tradizione” oggi la catechesi del pontefice proposta in apertura di udienza. Proseguendo il ciclo inaugurato col nuovo anno sul Concilio Vaticano II e i suoi documenti, Leone XIV ha continuato l’approfondimento sulla costituzione Dei Verbum, a partire da due scene evangeliche: il momento del “discorso-testamento” rivolto da Gesù ai discepoli al Cenacolo, e l’apparizione di Gesù risorto agli apostoli sulle colline di Galilea.
“In entrambe queste scene è evidente il nesso intimo tra la parola pronunciata da Cristo e la sua diffusione lungo i secoli”, ha spiegato Prevost. È ciò che viene affermato anche nella Dei Verbum, tra i principali documenti del Concilio Vaticano II: “La Tradizione di origine apostolica progredisce nella Chiesa con l’assistenza dello Spirito Santo”. “La Tradizione ecclesiale si dirama lungo il percorso della storia attraverso la Chiesa che custodisce, interpreta, incarna la Parola di Dio”, ha aggiunto il papa. Ciò è ribadito anche nel Catechismo della Chiesa Cattolica.
La Parola di Dio “non è fossilizzata ma è una realtà vivente e organica che si sviluppa e cresce nella Tradizione”, ha commentato Leone XIV. E la tradizione, “grazie allo Spirito Santo, la comprende nella ricchezza della sua verità e la incarna nelle coordinate mutevoli della storia”. Il pontefice ha citato l’opera Lo sviluppo della dottrina cristiana di John Henry Newman, nella quale si afferma “che il cristianesimo, sia come esperienza comunitaria, sia come dottrina, è una realtà dinamica”.
Leone XIV ha quindi ricordato la parole che San Paolo rivolge a Timoteo: “Custodisci il deposito che ti è stato affidato”. La costituzione dogmatica Dei Verbum “riecheggia questo testo paolino”. “‘Deposito’ è un termine che, nella sua matrice originaria, è di natura giuridica e impone al depositario il dovere di conservare il contenuto, che in questo caso è la fede, e di trasmetterlo intatto”. Esso “è anche oggi nelle mani della Chiesa e noi tutti, nei diversi ministeri ecclesiali, dobbiamo continuare a custodirlo nella sua integrità, come una stella polare per il nostro cammino nella complessità della storia e dell’esistenza”, ha detto.
29/10/2025 13:04




