08/06/2007, 00.00
VATICANO
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Papa: compito della Caritas è esprimere l’amore di Dio, ma non tralasciando la giustizia sociale

Ai partecipanti all’assemblea generale della Cariatas internationalis, Benedetto XVI dice che il loro è un compito legato alla universalità della Chiesa, richiede testimonianza della propria esperienza di fede ed apertura verso tutti gli uomini.

Città del Vaticano (AsiaNews) - Essere espressione dell’amore di Cristo e per questo collocare l’aiuto umanitario all’interno di una testimonianza di fede ed al tempo stesso offrirlo a tutti, avendo come obiettivo di fondo la promozione della dignità umana. E’ l’essenza dell’azione assistenziale della Caritas, che deve comunque includere l’obiettivo della giustizia sociale, come è stata descritta oggi da Benedetto XVI nel discorso che ha rivolto ai partecipanti alla 18ma Assemblea generale della Caritas Internationalis, che, come ha ricordato il Papa, raggruppa più di 150 organismi nazionali.

In primo luogo, Benedetto XVI ha inquadrato il lavoro della Caritas, come “vera parte della Chiesa”, “chiamata, attraverso l’attività caritativa che voi garantite, a collaborare nella missione della Chiesa di portare nel mondo l’amore di Dio”. Il cuore della Caritas, nelle parole del Papa, è l’amore fino al sacrificio di Cristo “e nella Chiesa ogni forma di carità, individuale od organizzata, deve sempre trovare il suo punto di riferimento in lui, la fonte della carità”. E’ allora necessario “situare l’assistenza umanitaria nel contesto di una personale esperienza di fede, che diviene così parte del dono offerto ai bisognosi”.

Da questa impostazione teologica discende che “ogni operatore della Caritas è chiamato a dare testimonianza di questo amore nel mondo. La carità cristiana supera la nostra capacità naturale di amore: è una virtù teologica, come insegna San Paolo nel suo famoso inno alla Carità (cf. 1 Cor 13)”.

La seconda implicazione è che “l’amore di Dio è offerto a tutti e quindi la carità della Chiesa è ugualmente universale negli obiettivi e “deve includere un impegno alla giustizia sociale”. Tuttavia, “cambiare le strutture ingiuste non è sufficiente a garantire la felicità della persona umana”. In proposito, il Papa ha ricordato l’affermazione fatta nel corso del suo recente viaggio in Brasile, che la politica “non è di immediata competenza della Chiesa”. “La sua missione – ha aggiunto – è di promuovere lo sviluppo integrale della persona umana”. Per questo, “le grandi sfide che deve affrontare il mondo di oggi” dalla globalizzazione all’ingiustizia sociale “non possono essere confrontate e superate” a meno che “l’attenzione sia focalizzata sui più profondi bisogni della persona umana: la promozione della sua dignità” e in definitiva “la salvezza eterna”.

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