12/05/2022, 12.53
VATICANO
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Papa: costruire il futuro con i migranti

Il messaggio di Francesco per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebrerà il 25 settembre. “Già il profeta Isaia descriveva gli stranieri non come invasori ma come ricostruttori di Gerusalemme”. Il contributo dei migranti cattolici alla vita delle comunità che li accolgono.

Città del Vaticano (AsiaNews) - Non invasori ma costruttori del futuro insieme alle comunità che le accolgono. Così papa Francesco invita a guardare a migranti e rifugiati nel messaggio per la 108.a Giornata a loro dedicata che la Chiesa celebrerà il prossimo 25 settembre. Il testo - intitolato “Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati” - è stato presentato oggi in una conferenza stampa in Vaticano insieme a un video che ne presenta i contenuti.

Il messaggio si ispira a un versetto della lettera agli Ebrei che recita: “Non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura” (Eb 13,14). “Il senso ultimo del nostro ‘viaggio’ in questo mondo - spiega papa Francesco - è la ricerca della vera patria, il Regno di Dio inaugurato da Gesù Cristo, che troverà la sua piena realizzazione quando Lui tornerà nella gloria”. E questo Regno fondato sulla giustizia prevede “un’intensa opera di costruzione nella quale tutti dobbiamo sentirci coinvolti in prima persona”. “I drammi della storia - commenta il pontefice - ci ricordano quanto sia ancora lontano il raggiungimento della nostra meta.  Ma non per questo dobbiamo perderci d’animo. Alla luce di quanto abbiamo appreso nelle tribolazioni degli ultimi tempi, siamo chiamati a rinnovare il nostro impegno per l’edificazione di un futuro più rispondente al progetto di Dio, di un mondo dove tutti possano vivere in pace e dignità”.
In quest’opera nessuno deve essere escluso, perché il suo progetto “è essenzialmente inclusivo e mette al centro gli abitanti delle periferie esistenziali. Tra questi ci sono molti migranti e rifugiati, sfollati e vittime della tratta. La costruzione del Regno di Dio è con loro, perché senza di loro non sarebbe il Regno che Dio vuole. L’inclusione delle persone più vulnerabili è condizione necessaria per ottenervi piena cittadinanza”.
Si tratta, quindi, di “costruire il futuro con i migranti e i rifugiati” riconoscendo e valorizzando quanto ciascuno di loro può portare. Francesco cita in proposito un’immagine biblica del libro del profeta Isaia “nella quale gli stranieri non figurano come invasori e distruttori, ma come lavoratori volenterosi che ricostruiscono le mura della nuova Gerusalemme, la Gerusalemme aperta a tutte le genti” (cfr Is 60,10-11).
Si tratta di scoprire negli stranieri una fonte di arricchimento, perché “la storia ci insegna che il contributo dei migranti e dei rifugiati è stato fondamentale per la crescita sociale ed economica delle nostre società. E lo è anche oggi, ma questo contributo - precisa - potrebbe essere assai più grande se valorizzato e sostenuto attraverso programmi mirati”. Accanto a quelle economiche ci sono poi le opportunità di crescita culturale e spirituale che la presenza dei migranti porta a tutti: “Possiamo maturare in umanità e costruire insieme un ‘noi’ più grande. Scopriamo anche la ricchezza contenuta in religioni e spiritualità a noi sconosciute, e questo ci stimola ad approfondire le nostre proprie convinzioni”. Senza dimenticare che “l’arrivo di migranti e rifugiati cattolici offre energia nuova alla vita ecclesiale delle comunità che li accolgono. Essi sono spesso portatori di dinamiche rivitalizzanti e animatori di celebrazioni vibranti. La condivisione di espressioni di fede e devozioni diverse rappresenta un’occasione privilegiata per vivere più pienamente la cattolicità del Popolo di Dio”.
Di qui l’invito: “Se vogliamo cooperare con il nostro Padre celeste nel costruire il futuro – conclude Francesco - facciamolo insieme con i nostri fratelli e le nostre sorelle migranti e rifugiati. Costruiamolo oggi. Non possiamo lasciare alle prossime generazioni la responsabilità di decisioni che è necessario prendere adesso, perché il progetto di Dio sul mondo possa realizzarsi e venga il suo Regno di giustizia, di fraternità e di pace”.

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