10/12/2021, 12.55
VATICANO
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Papa: gli emarginati hanno diritti che vanno rispettati e non calpestati

“I diritti dei lavoratori, dei migranti, dei malati, dei bambini non nati, delle persone in fin di vita e dei più poveri sono sempre più spesso trascurati o negati. Chi non ha capacità di spendere e di consumare sembra non valere nulla. Ma negare i diritti fondamentali, negare il diritto a una vita dignitosa, a cure fisiche, psicologiche e spirituali, a un salario giusto significa negare la dignità umana”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – I deboli, gli emarginati, gli scartati da una società per la quale sembra essere importante solo la capacità di spendere e consumare “hanno diritti che vanno rispettati e non calpestati” e ai giuristi cattolici, “è chiesto di contribuire a ‘invertire la rotta’, favorendo la presa di coscienza e il senso di responsabilità”.

Il rispetto dei diritti degli ultimi in quanto “richiamo intrinseco alla nostra fede” è stato ribadito oggi da papa Francesco nel discorso che ha rivolto ai Giuristi cattolici italiani, ricevuti in occasione del loro 70mo congresso nazionale di studio che ha il tema “Gli ultimi. La tutela giuridica dei soggetti deboli”, che si svolge a Roma.

Francesco che ha affermato di avere “particolarmente a cuore” il tema del congresso dei giuristi cattolici, ha ricordato la sua visita ai migranti a Lesbo per osservare che “soprusi, violenze, negligenze, omissioni non fanno altro che aumentare la cultura dello scarto. E chi non ha tutele verrà sempre messo ai margini. A voi, come giuristi cattolici, è chiesto di contribuire a ‘invertire la rotta’, favorendo, secondo le vostre competenze, la presa di coscienza e il senso di responsabilità”.

“Mai come in questi tempi. – ha detto ancora - i giuristi cattolici sono chiamati ad affermare e tutelare i diritti dei più deboli, all’interno di un sistema economico e sociale che finge di includere le diversità ma che di fatto esclude sistematicamente chi non ha voce. I diritti dei lavoratori, dei migranti, dei malati, dei bambini non nati, delle persone in fin di vita e dei più poveri sono sempre più spesso trascurati o negati. Chi non ha capacità di spendere e di consumare sembra non valere nulla. Ma negare i diritti fondamentali, negare il diritto a una vita dignitosa, a cure fisiche, psicologiche e spirituali, a un salario giusto significa negare la dignità umana. Lo stiamo vedendo: quanti braccianti sono – scusatemi la parola – ‘usati’ per la raccolta dei frutti o delle verdure … E poi, pagati miserabilmente e cacciati via, senza alcuna protezione sociale”.

“Riconoscere in linea di principio e garantire in concreto i diritti, tutelando i più deboli, è ciò che ci rende essere umani. Altrimenti ci lasciamo dominare dalla legge del più forte e diamo campo libero alla sopraffazione. Per questo motivo il riconoscimento dei diritti delle persone più deboli non deriva da una concessione governativa. E i giuristi cattolici non chiedono favori a nome dei poveri, ma proclamano con fermezza quei diritti che derivano dal riconoscimento della dignità umana. Il ruolo del giurista cattolico, in qualsiasi ruolo operi, come consulente, avvocato o giudice, è quindi quello di contribuire alla tutela della dignità umana dei deboli affermando i loro diritti. In questa maniera egli o ella contribuisce all’affermarsi della fraternità umana e a non deturpare l’immagine di Dio impressa in ogni persona”.

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