10/08/2008, 00.00
VATICANO
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Papa:la comunità internazionale aiuti a porre fine alle ostilità in Georgia e Ossezia

L’appello di Benedetto XVI per fermare la guerra nel Caucaso ha ricordato la “comune eredità cristiana” dei popoli in lotta e la preghiera per la pace dei “fratelli ortodossi”. Un monito alla “società dei consumi” ed in particolare ai giovani a non usare le vacanze cercando di riempire il vuoto spirituale con il ricorso a esperienze “estreme”.

Bressanone (AsiaNews) - Il Papa auspica che abbiano termine le violenze in Georgia e Ossezia del Sud ed invita i “la Comunità internazionale e i Paesi più influenti nell’attuale situazione a compiere ogni sforzo per sostenere e promuovere iniziative volte a raggiungere una soluzione pacifica e duratura, in favore di una convivenza aperta e rispettosa”. L’eco della guerra in corso nel Caucaso è arrivata fino alle montagne dell’Italia settentrionale dove Benedetto XVI sta trascorrendo un periodo di riposo, che terminerà oggi.

Nelle parole rivolte dopo l’Angelus alle circa 8mila persone raccolte nella piazza antistante il duomo di Bressanone, il Papa ha anche evocato “la comune eredità cristiana” dei combattenti e l’unione con “i fratelli ortodossi” nella preghiera per la pace. “Sono motivo di profonda angustia – ha detto - le notizie, sempre più drammatiche, dei tragici avvenimenti che si stanno verificando in Georgia e che, a partire dalla regione dell’Ossezia meridionale, già hanno causato molte vittime innocenti e costretto un gran numero di civili a lasciare le proprie case. E’ mio vivo auspicio – ha aggiunto - che cessino immediatamente le azioni militari e che ci si astenga, anche in nome della comune eredità cristiana, da ulteriori confronti e ritorsioni violente, che possono degenerare in un conflitto di ancor più vasta portata; si riprenda, invece, risolutamente il cammino del negoziato e del dialogo rispettoso e costruttivo, evitando così ulteriori, laceranti sofferenze a quelle care popolazioni. Invito altresì la Comunità internazionale e i Paesi più influenti nell’attuale situazione – ha proseguito - a compiere ogni sforzo per sostenere e promuovere iniziative volte a raggiungere una soluzione pacifica e duratura, in favore di una convivenza aperta e rispettosa. Insieme ai nostri fratelli ortodossi – ha  concluso - preghiamo intensamente per queste intenzioni, che affidiamo fiduciosi alla intercessione della Santissima Vergine Maria, Madre di Gesù e di tutti i cristiani”.

 
Prima della recita dela preghiera mariana, rievocando la Giornata della gioventù del mese scorso a Sydney, in Australia, ha esortato i giovani a scoprire la “gioia semplice” dello stare insieme, senza ricorrere a “a modi sguaiati e violenti, all’alcool e a sostanze stupefacenti” che spesso si risolvono in “esperienze degradanti che sfociano non di rado in sconvolgenti tragedie? E’ questo – ha sottolineato - un tipico prodotto dell’attuale cosiddetta ‘società del benessere’ che, per colmare un vuoto interiore e la noia che lo accompagna, induce a tentare esperienze nuove, più emozionanti, più ‘estreme’. Anche le vacanze rischiano così di dissiparsi in un vano inseguire miraggi di piacere. Ma in questo modo lo spirito non riposa, il cuore non prova gioia e non trova pace, anzi, finisce per essere ancora più stanco e triste di prima. Mi sono riferito ai giovani, perché sono i più assetati di vita e di esperienze nuove, e perciò anche i più a rischio. Ma la riflessione vale per tutti: la persona umana si rigenera veramente solo nel rapporto con Dio, e Dio lo si incontra imparando ad ascoltare la sua voce nella quiete interiore e nel silenzio (cfr 1 Re 19,12)”.
 
“Preghiamo – ha concluso - perché in una società dove si va sempre di corsa, le vacanze siano giorni di vera distensione durante i quali si sappiano ritagliare momenti per il raccoglimento e la preghiera, indispensabili per ritrovare profondamente se stessi e gli altri”.
 
Si è così conclusa la vacanza di enedetto XVI, che oggi è apparso sorridente, rilassato e riposato e che ieri ha ricevuto la cittadinanza onoraria di questa cittadina dove per dieci anni è venut d'estate da cardinale. Tra i tanti saluti di commiato e di ringraziamento rivolti infine ai presenti, il Papa ha coluto ricordare anche “i giornalisti e gli operatori dei mass-media, che mi hanno seguito durante questo mio soggiorno. Vi ringrazio, cari amici, - ha detto loro - per il vostro lavoro e vi assicuro le mie preghiere per le vostre intenzioni familiari e professionali”.
 
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