01/03/2005, 00.00
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Pastore protestante ucciso in Orissa

È il secondo omicidio in due settimane. Il settimanale induista Organizer: “Le organizzazioni cristiane vogliono fare conversioni a tutti i costi”.

Bhubaneswar (AsiaNews/Ucan) – Un pastore pentecostale è stato ucciso sabato scorso in Orissa (India nordorientale). Dilip Dalai, 22 anni, membro della comunità “Orissa Follow-Up”, è stato trovato pugnalato nella sua abitazione a Begunia, un villaggio nel distretto di Khurda, a 60 km dalla capitale Bhubaneswar.

Hrudayaban Danda, capo dell’Orissa Follow-Up, ha riferito che gli abitanti del villaggio sospettano che ad uccidere il reverendo pentecostale sia stato Satrughan Pal, un indù di Begonia. Egli in varie occasioni aveva protestato contro la presenza dei pastori cristiani e la loro redicazione. “Egli può aver ucciso Dalai per mettere fine alla diffusione del Vangelo” ha detto Danda.

La polizia ha iniziato le indagini sull’omicidio; intanto il sospettato, Pal, si è dato alla fuga.

L’uccisione di Dalai giunge 2 settimane dopo l’omicidio di un pastore battista, Gilbert Raj, ucciso sempre in Orissa. Secondo il resoconto della polizia, Raj, prima di essere ucciso, è stato torturato.

Banchanidhi Nayak, vescovo della Chiesa dei credenti dell’Orissa, ha dichiarato che l’omicidio di Dalai dimostra che “i cristiani non sono sicuri” nello Stato. L’Orissa è noto per le campagne dei fondamentalisti indù contro i tribali cristiani e le cerimonie di riconversione forzata all’indusimo. Padre Marcus Doreng, parroco di Nayagarh, un villaggio vicino a Begunia, ha chiesto al governo di “adottare tutte le misure per proteggere i cristiani e il personale ecclesiastico” di fronte ai sempre più frequenti attacchi contro la minoranza cristiana.

I gruppi fondamentalisti indù hanno affermato che la violenza di questi ultimi tempi in Orissa è “una reazione spontanea della gente contro i missionari che vogliono fare conversioni”. Le organizzazioni cristiane sono “sul sentiero di guerra: o si accetta la loro religione o si pagano le conseguenze” ha detto Subash Chouhan, un leader indù, secondo quanto riportato dal giornale Organizer, organo ufficiale del Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS), uno dei gruppi induisti più fondamentalisti. In un articolo comparso sul settimanale, intitolato “Gli agenti del proselitismo cristiano sono in preda a furore omicida”,  Jagaram Samukhya, un altro leader induista, afferma che “i missionari cristiani vogliono raggiungere il loro scopo con le buone o con le cattive maniere”. (LF)
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