13/01/2015, 00.00
CINA
Invia ad un amico

Pechino cambia le regole: sui social network solo con i documenti

L'Amministrazione statale per il Cyberspazio annuncia: chiusi 24 siti web, nove aggregatori di editoriali e 17 utenti WeChat. Denunciavano tutti le irregolarità dei governi locali. Ora per avere un account sarà necessario identificarsi.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - La Cina vuole "rinforzare" le proprie regole sui social network e ha deciso di accettare la registrazione soltanto attraverso identificazione con le autorità. Da oggi, per usare i servizi del sito di microblogging Weibo oppure i forum di discussione sarà necessario registrarsi con nomi e indirizzi verificati. Allo stesso tempo, l'esecutivo ha ordinato la chiusura di 24 piattaforme online che denunciavano abusi da parte delle autorità.

La decisione del governo è stata resa pubblica dall'Amministrazione statale per il Cyberspazio, che tuttavia non ha precisato come intende mettere in pratica le nuove regole. Tuttavia un portavoce del dipartimento ha chiarito che questo è "l'unico modo" per rafforzare la stabilità di internet e di punire i trasgressori delle regole comuni. Fino a oggi non era necessario identificarsi per partecipare a discussioni online.

L'Amministrazione ha anche confermato di aver soppresso 24 siti web, nove aggregatori di editoriali e 17 utenti WeChat. I funzionari hanno sottolineato che queste piattaforme sono state chiuse perché "hanno diffuso come ufficiali informazioni false, hanno pubblicato notizie senza il permesso delle autorità e hanno permesso la pubblicazione di post pornografici o comunque illegali".

In realtà, due dei 24 siti chiusi erano stati lanciati da attivisti anti-corruzione. Questi usavano la piattaforma online per avanzare al governo centrale petizioni contro il malgoverno dei funzionari locali e che erano state rifiutate dai siti web del governo. Secondo l'avvocato Liu Xiaoyuan, il fondatore di uno dei siti - l'attivista Cheng Kangming, padre di fanfulianzheng.net - è stato arrestato dalla polizia lo scorso anno dopo aver provato a presentare una denuncia sulla corruzione di un alto funzionario della provincia meridionale del Zhejiang. 

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Pechino ordina un giro di vite contro “le false notizie dei social media”
04/07/2016 14:19
Lahore piange la suora che evangelizzava attraverso i social media
09/09/2016 13:15
Google conferma: pronto un motore di ricerca per la Cina (censura inclusa)
27/09/2018 11:52
Cina, la comunità web conta 800 milioni di utenti
21/08/2018 11:39
Hu Jintao chiede al Partito di “purificare” internet
25/01/2007


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”