Pelourinho Novo: l'uso politico della storia infiamma Goa
Il governo locale guidato dal Bjp ha rinominato un pilastro del XVI secolo per farne "un simbolo delle vittime indù dell'inquisizione". Lo studioso Frazer Andrade: denominazione fuorviante priva di prove storiche documentabili. Nel frattempo un leader nazionalista locale in un dibattito si è scagliato contro san Francesco Saverio definendolo "un terrorista". Lo sdegno dell'arcidiocesi: "Figura amata in tutto il mondo, Goa resti esempio di pace e unità".
Goa (AsiaNews) – Due vicende parallele nelle ultime ore stanno infuocando il dibattito politico a Goa. La prima controversia è esplosa dopo la decisione del governo locale - guidato dai nazionalisti indù del Bjp - di rinominare il Pelourinho Novo, un antico pilastro in basalto nero risalente al XVI secolo, come “Hath Katro Khamb” (“pilastro del taglio delle mani”). La scelta ha riacceso un dibattito di lunga data su storia, memoria e interpretazioni politiche del passato coloniale, dividendo opinione pubblica, attivisti e studiosi.
Alcune organizzazioni nazionaliste, tra cui la Hindu Janajagruti Samiti, sostengono che la struttura non sia un semplice manufatto coloniale, ma un simbolo diretto delle presunte atrocità dell’Inquisizione di Goa. Per questo chiedono che venga ufficialmente riconosciuta come “pilastro dell’Inquisizione”, rinominata in modo coerente con questa interpretazione e trasformata in un memoriale dedicato alle vittime della persecuzione religiosa, in particolare indù. Propongono inoltre eventi pubblici e campagne di sensibilizzazione per diffondere questa lettura storica. Per tali gruppi, la questione non è solo accademica, ma riguarda il riconoscimento della sofferenza e una forma di giustizia storica.
Di parere opposto sono diversi ricercatori e studiosi, tra cui Frazer Andrade, che contestano la nuova denominazione ritenendola fuorviante e priva di basi documentarie. Secondo Andrade, il nome “Hath Katro Khamb” suggerisce pratiche di mutilazione - come il taglio delle mani - che non sono supportate da prove storiche verificabili. Egli mette in guardia contro il rischio di sostituire la ricerca storica con il folklore o con narrazioni ideologiche, sottolineando l’importanza di preservare l’autenticità del patrimonio culturale, anche attraverso il mantenimento del nome originale.
Le ricostruzioni storiche indicano che il pelourinho era una struttura tipica dell’amministrazione coloniale portoghese, collocata in spazi pubblici centrali e utilizzata per funzioni civiche come l’amministrazione della giustizia, le punizioni pubbliche e la proclamazione di decreti. Nel caso di Goa, il pilastro potrebbe essere composto da elementi provenienti da un tempio indù smantellato, riutilizzati come simbolo del potere coloniale e della sua autorità religiosa e politica.
Nel frattempo domenica sera la polizia di Goa ha registrato una denuncia contro Gautam Khattar, esponente della destra nazionalista indù, per presunte dichiarazioni offensive nei confronti di san Francesco Saverio, patrono di Goa, nel contesto di una controversia politica. La polemica è scoppiata dopo la diffusione di un video in cui Khattar, fondatore del Sanatan Mahasangh, parlava durante un evento avvenuto il 18 aprile alla presenza di esponenti religiosi e politici locali, tra cui il ministro dei Trasporti Mauvin Godinho e alcuni deputati del Bharatiya Janata Party.
Nel video, Khattar definisce san Francesco Saverio un “terrorista e un sovrano crudele”, accusandolo di aver avuto come unico obiettivo la conversione degli indù al cristianesimo. Utilizza inoltre espressioni fortemente offensive riguardo al suo corpo e al culto che ancora oggi gli è tributato.
Una denuncia è stata presentata contro di lui dal leader locale del Partito del Congresso Peter D’Souza presso la stazione di polizia di Vasco. Le reliquie del santo sono conservate presso la Basilica del Bom Jesus, meta di numerosi pellegrini provenienti dall’India e dall’estero.
Con l’intensificarsi della controversia, diversi leader politici, tra cui membri del Congresso, hanno condannato le dichiarazioni. Anche il Sanatan Dharma Raksha Samiti - un’importante organizzazione indù - ha preso le distanze dalle parole di Khattar, porgendo scuse alla comunità cristiana e sottolineando la tradizione di convivenza armoniosa nella città.
Nel frattempo, l’arcidiocesi di Goa e Daman ha diffuso una dichiarazione ufficiale esprimendo profondo dolore e indignazione per queste affermazioni “piene di odio e falsità”. La Chiesa cattolica locale ha ribadito che san Francesco Saverio è una figura amata non solo a Goa ma in tutto il mondo e ha invitato le autorità a intervenire con decisione secondo la legge. Allo stesso tempo, ha esortato la popolazione alla calma e alla moderazione, richiamando lo spirito di pace e unità che caratterizza la società goana, e auspicando che prevalgano dialogo e riconciliazione.
Foto: Flickr / Joegoauk Goa
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