05/05/2010, 00.00
VATICANO
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Per il Vaticano, la crisi economica nasce dalla mancanza di riferimenti etici

Le conclusioni dell’esame della situazione da parte della Pontificia accademia delle scienze sociali. La “finanziarizzazione” dell’economia che restringe il valore uomo. Un miliardo di persone malnutrite. La crisi greca potrebbe rendere necessario un nuovo trattato.
Città del Vaticano (AsiaNews) - La “finanziarizzazione” dell’economia come origine della crisi mondiale, che ha colpito soprattutto i Paesi più deboli, la conferma della natura “essenzialmente etica” dell’economia e la necessità di un maggiore intervento pubblico nella materia e, infine, la possibilità di “un nuovo trattato per assicurare meglio i fondamenti della moneta comune” europea, emersa in seguito alla crisi della Grecia. Sono i punti principali emersi dalla XVI sessione plenaria della Pontificia accademia delle scienze sociali, che si è svolta dal 30 aprile al 4 maggio sul tema: "Crisis in a Global Economy. Re-planning the Journey", illustrati oggi ai giornalisti dal presidente della Pontificia accademia, Mary Ann Glendon.
 
La Glendon ha detto che i lavori hanno seguito l’indicazione offerta da Benedetto XVI ai partecipanti all’assemblea, che la crisi “ha anche mostrato l’errore della convinzione che il mercato è capace di autoregolamentarsi, senza interventi pubblici e il sostegno di standard morali intranazionali. Questa convinzione – ha proseguito – è basata su una nozione povera della vita economica, come una sorta di meccanismo che si auto-calibra, guidato dal proprio interesse e la ricerca di profitto. Si evidenzia così la natura essenzialmente etica dell’economia come un’attività di e per l’uomo”. Dal che deriva la necessità di maggiore intervento pubbblico per “assicurare maggiore trasparenza negli strumenti finanziari e evitare il rischio morale di problemi derivanti dai salvataggi”.
 
“L’attuale crisi economica – ha proseguito - ha la sua origine nel settore finanziario. Uno dei nostri oratori invitati, il dottor Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Ferrari e Fiat e già presidente della Confindustria ha illustrato lo spostamento da un’economia basata sulla reale produzione di beni a una economia dominata dalle attività speculative guidate dall’avidità. La fragilità del sistema economico è parzialmente conseguenza di una eccessiva fiducia sulle attività speculative finanziarie, separate dall’attività produttiva di economia reale. Due membri della nostra Accademia, la professoressa Margaret Archer e il professor Partha Dasgupta hanno illustrato ampiamente il pericolo di una “finanziarizzazione” dei rapporti umani, nei quali le attività umane, anche all’interno della famiglia, sono ridotte alla mera dimensione commerciale”. Persino i gruppi, “cessano di essere associazioni di persone e divengono una utilità”. Così, l’approccio “finanziarizzato” nell’ordine sociale non restringe solo la visione della persona umana, ma crea instabilità in economia”.
 
A soffrire particolarmente delle conseguenze della crisi sono stati i “maggiormente vulnerabili”, ossia i Paesi poveri. “Per la prima volta il nostro mondo avrà presto un miliardo di persone malnutrite. Se, ad esempio, si paragonano i costi relativi ai salvataggi finanziari con quanto è necessario per il nutrimento di base non si può evitare la conclusione che la crisi ha grandemente distratto da urgenti questioni di sviluppo. Nella nostra attenzione alle questioni della fame e della salute, l’Accademia ha sottolineato che andare incontro alle necessità fondamentali, specialmente per i bambini, fin dal grembo materno, offre un deciso contributo alla produttività economica. L’attenzione sullo strumento finanziario non può distrarre dalla politica di sviluppo di base e di investimento sul fondamentale capitale umano – nutrizione, salute e istruzione di base”.
 
L’assemblea, ha detto ancora la Glendon  “si è tenuta durante la crisi greca, mostrando che la questione che stavamo esaminando era rilevante” e della questione si sono occupati in particolare alcuni dei presenti: Lucas Papademos della Banca centrale europea, Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, Ettore Gotti Tedeschi, presidente dell’Istituto per le opere di religione, Hans Tietmeyer, già presidente della Deutsche Bundesbank e Luis Ernesto Derbez Bautista, già ministro dell’economia del Messico.
 
“In riferimento alla crisi della Grecia – ha riferito la Glendon - i nostri ospiti si sono riferiti al recente pacchetto di misure di soccorso e anche alla possibilità che nuove strutture europee potrebbero essere necessarie, non escludendo la possibilità di un nuovo trattato per assicurare meglio i fondamenti della moneta comune”.
 
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