11/07/2008, 00.00
CINA
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Pestaggi e minacce contro cattolici: rivendicano un terreno di proprietà della Chiesa

La piccola comunità di Fanzhi, che non ha nemmeno la chiesa, chiede da anni il ritorno di un’area sequestrata negli anni ’50. Ma il governo locale l’ha già venduta, contravvenendo alla legge che esige la riconsegna ai legittimi proprietari.

Taiyuan (AsiaNews/Ucan) – Pesanti colpi alla schiena per un sacerdote; un braccio fratturato per due donne; ferite minori per un terzo fedele. In più, minacce di proibire ogni incontro religioso per la piccola comunità cattolica di Fanzhi (Shanxi), a 140 km da Taiyuan, capoluogo della provincia.

Il motivo: la comunità, che manca di un luogo di culto, cerca di riavere indietro alcuni edifici sequestrati dal governo negli anni ’50. Secondo i Regolamenti per gli affari religiosi, gli edifici sequestrati in passato, se non sono più usati per “scopi sociali”, devono ritornare ai legittimi proprietari. Invece il governo locale ha venduto la zona a una comunità buddista, che ha iniziato i lavori di ampliamento della sua pagoda.

Da tempo la comunità di Fanzhi domanda all’Ufficio affari religiosi, al governo locale  e provinciale il ritorno della proprietà, o di fermare i nuovi lavori fino a che non si sana la disputa, ma non ottengono alcuna risposta.

Lo scorso 2 giugno un sacerdote e alcuni fedeli sono andati sul cantiere per discutere con i responsabili, ma subito, alcuni uomini li hanno presi e picchiati in modo selvaggio. In seguito essi hanno ricevuto telefonate minacciose: i fedeli avrebbero perso il diritto di incontrarsi a pregare se i lavori i costruzione venivano fermati.

Nell’area in questione, 2 mila metri quadri, un tempo sorgeva la casa del parroco, le sale di catechismo e una stalla. Dopo l’esproprio, il governo l’ha usata per farne una fabbrica. Nel 2005 il governo ha chiuso tutto e l’ha messo in vendita senza trovare un accoro con gli antichi proprietari (come invece esigono i Regolamenti).

Nel 2007 la comunità buddista ha comprato l’area. In seguito alle lamentele dei cattolici, i lavori i costruzione si sono fermati per un certo tempo e il governo locale ha promesso che non sarebbero avanzati fino a che no si fosse trovata una soluzione. Invece i lavori sono proseguiti.

Il governo fa notare che la comunità non può mostrare alcun documento di proprietà, ma i fedeli si difendono dicendo che i documenti sono andati persi a causa dell’esproprio e delle distruzioni durante gli scorsi decenni.

La comunità di Fanzhi conta 80 fedeli. On avendo una chiesa, si incontrano pregare nella casa di una di loro. Prima del 1949 la comunità aveva 3 mila cattolici.

La situazione di Fanzhi è simile a quella di altre comunità in Cina, dove i governi locali non seguono le direttive centrali che esigono il ritorno delle proprietà sequestrate. Negli anni scorsi ha fatto scalpore il pestaggio di alcune suore a Xian e di preti e suore a Tianjin, che cercano di difendere alcune proprietà della Chiesa. Secondo l’Holy Spirit Study Centre di Hong Kong, le proprietà ecclesiali che attendono di essere restituite si aggirano attorno a un valore di 13 miliardi di euro.

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