26/11/2021, 10.00
LIBANO - VATICANO
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Premier libanese: dal papa sostegno su dialogo e riconciliazione

di Fady Noun

È durato 30 minuti l’incontro di ieri in Vaticano fra il pontefice e Nagib Mikati. La preoccupazione per la situazione del Paese e le preghiere perché “Dio lo salvi da tutte le crisi”. Rinnovato l’invito per un viaggio apostolico nel Paese dei cedri. Respingere “l’odio, l’intolleranza, l’oppressione in tutte le sue forme e in tutti i luoghi”. 

Beirut (AsiaNews) - Ricevuto ieri da papa Francesco, il primo ministro libanese Nagib Mikati è ripartito dal Vaticano con la convinzione che “il Libano riceva un’attenzione particolare da parte della Santa Sede” e che quest’ultima “farà tutti gli sforzi per sostenere [Beirut] nei forum internazionali”. Al termine dell’incontro con il Santo Padre, durato circa 30 minuti, mikati ha aggiunto che "in questi tempi difficili, il Libano ha un bisogno urgente di una preghiera ma, con altrettanta urgenza, di un sostegno dei suoi amici a tutti i livelli, soprattutto sul piano economico e sociale”.

Papa Francesco ha lanciato un appello a “tutti i libanesi a collaborare per salvare la loro patria, il Libano-messaggio” come è stato definito dal suo predecessore, san Giovanni Paolo II. Egli ha poi esortato il Libano a “ritrovare il suo ruolo come modello di dialogo e di incontro fra Oriente e Occidente”. Egli ha poi sottolineato che “le preoccupazioni per il Libano sono molte” e “lo conserverò nelle mie preghiere, perché Dio lo salvi da tutte le crisi”. 

In risposta al pontefice, Mikati ha dichiarato che “la guerra che ha quasi distrutto il nostro vivere assieme ci ha anche insegnato a proteggere questa caratteristica unica, e ora stiamo lottando per preservarla nonostante le sfide e le insidie, perché è una garanzia per il nostro futuro comune, senza discriminazioni”. 

Egli ha quindi proseguito ricordando che “i cristiani in Oriente sono sempre stati dei pilastri di libertà, di diritti umani e di libertà religiosa, e il Libano ha sempre trovato in loro un rifugio sicuro. Inoltre, più i cristiani si sono sentiti sicuri in Libano più questo ha avuto un effetto benefico per tutti i cristiani d’Oriente. Sono convinto che la Santa Sede potrà ricoprire un ruolo di primo piano sotto questo punto di vista”.

Il primo ministro libanese è arrivato in Vaticano alle 9 ora locale (le 10 di Beirut), accompagnato da sua moglie May e da una delegazione ufficiale che comprendeva i ministri della Giustizia Henri Khoury, del Turismo Walid Nassar e l’ambasciatore libanese in Vaticano, Farid el-Khazen. Mikati e la delegazione hanno poi incontrato il segretario di Stato Vaticano, il card. Pietro Parolin, il quale non ha nascosto la propria “preoccupazione” in merito alla situazione economica e sociale del Libano. Il porporato ha ricordato che la credibilità del governo risiede nel rispetto degli impegni presi davanti alla comunità internazionale. Il segretario di Stato ha poi aggiunto che il Paese dei cedri è essenziale per la presenza cristiana in Oriente e ha sempre costituito un esempio nel mondo per il modo in cui tutte le società sono state in grado di coesistere le une con le altre. 

Al termine dell’incontro, il primo ministro libanese - 65enne musulmano sunnita - ha dichiarato di aver portato a sua santità i saluti del presidente Michel Aoun e ribadito l’invito rivoltogli a visitare il Libano alla prima occasione: "Tutti i libanesi lo aspettano come segno di speranza, come la visita di san Giovanni Paolo II alla quale dobbiamo la celebre frase: il Libano è più di un Paese, è un messaggio”. Secondo la nota di Mikati, “il papa è fiducioso che i libanesi siano capaci di superare la prova”. Il modello libanese “non è utile solo all’interno. Tutto il mondo arabo ne può approfittare, perché si tratta di un modello di diversità e pluralismo”. 

Mikati ha poi aggiunto: “Di comune accordo si è convenuta l’importanza di stimolare le relazioni islamo-cristiane e di apprezzare nel dovuto modo il Documento sulla fraternità umana firmato dal papa e da sheikh Ahmed al-Tayeb durante il loro storico incontro negli Emirati Arabi Uniti nel 2019” insieme agli “sforzi congiunti che hanno messo in campo da anni per diffondere la cultura del dialogo e della coesistenza fra credenti nelle religioni rivelate”. 

“Ho rassicurato il papa e i responsabili del Vaticano - prosegue il premier - che il Libano resterà un luogo di incontro e di civiltà e culture diverse, e che i libanesi di tutte le appartenenze comunitarie continueranno a difendere e rafforzare questo grande valore che è la convivenza islamo-cristiana”. Mikati afferma di aver sentito da alcuni responsabili della Santa Sede parole di incoraggiamento e relative all’importanza di mantenere la riconciliazione nazionale fra libanesi. Il leader libanese ha invitato poi a sviluppare sempre più la cultura del dialogo e della tolleranza fra musulmani e cristiani che credono in un unico Dio” e che “respingono con fermezza l’odio, l’intolleranza, l’oppressione in tutte le sue forme e in tutti i luoghi”. 

La crisi politica, sociale ed economica che ha colpito il Libano ha spinto AsiaNews a lanciare una campagna di raccolta fondi a beneficio delle scuole cattoliche, per sostenere e garantire quantomeno il diritto allo studio dei giovani. Qui sotto trovate le coordinate per aderire alla nostra iniziativa. 

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