05/02/2026, 14.21
LANTERNE ROSSE
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Quattro anni dopo Pechino le ambizioni della Cina su Milano-Cortina 206

Alle Olimpiadi invernali che si aprono domani la squadra cinese arriva con una delegazione record e la volontà di confermare il rango di nuova potenza tra le discipline della neve guadagnata nel 2022 con i Giochi di Xi Jinping. Donne più degli uomini tra gli atleti. Gli sport invernali (in grande crescita) proposti anche come modello di sinicizzazione tra le minoranze.

Milano (AsiaNews) - Mai così tanti. Mai in così tante discipline. E con un imponente dispiegamento di forze da parte dei media di Stato per raccontare le loro gesta. Si presenta così la Repubblica popolare cinese all'appuntamento con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina che si aprono ufficialmente domani in Italia.

La squadra olimpica arrivata da Pechino è composta da ben 126 atleti ed è la più folta schierata dalla Cina a un’Olimpiade invernale, se si eccettua l’edizione di quattro anni fa a Pechino, dove come Paese ospitante la Repubblica popolare poteva automaticamente competere in tutte le specialità. I cinesi stavolta saranno al cancelletto di partenza in ben 91 gare su 116. In maggioranza a scendere in pista saranno le donne: 68 rispetto a 58 uomini. Altro dato interessante: quella cinese sarà una squadra molto giovane, con un’età media intorno ai 25 anni, con più della metà degli atleti alla loro prima Olimpiade.

Sono numeri che messi insieme rivelano la crescita impetuosa degli sport invernali in Cina: i Giochi di Pechino 2022 sono stati l’Olimpiade di Xi Jinping, che da giovane - ama raccontare - pattinava sui laghi ghiacciati intorno a Pechino. Il presidente in quell'occasione celebrò pubblicamente anche il traguardo raggiunto dei 300 milioni di praticanti delle discipline della neve, volano di un settore turistico in grande espansione in Cina.

I Giochi di Milano-Cortina 2026 rappresentano il banco di prova delle ambizioni della Repubblica popolare anche in questo ambito sportivo. Quattro anni fa a Pechino gli atleti cinesi riuscirono nell’impresa (fino a pochi anni fa letteralmente impensabile) di salire alla quarta posizione nel medagliere, con ben nove medaglie d’oro ottenute tra free-style, snowboard, short-track, pattinaggio di velocità e pattinaggio di figura. Ma soprattutto propose al mondo anche figure simbolo della nuova Cina dal volto globale come Eileen Gu, la campionessa del freestyle cresciuta a San Francisco da madre cinese e padre americano che ha scelto di gareggiare per Pechino (che la chiama Gu Ailing) e si è aggiudicata due medaglie d’oro. Oppure lo snowboarder Su Yiming, che i cinesi avevano già conosciuto bambino sulla tavola come una star del cinema locale. Entrambi saranno presenti anche sulle piste dei Giochi di Milano-Cortina.

C’è però anche un altro motivo per cui la Cina dà grande rilievo oggi alle Olimpiadi invernali: essendo praticati anche in aree periferiche, sono un veicolo straordinario per la sinicizzazione, l’idea forte di nazione che sta alla base della politica di Xi Jinping. Nella cerimonia di apertura di Milano i portabandiera saranno il pattinatore Ning Zonghyan, che è nato nella provincia dell’Heilongjiang nell’estremo nord-est della Cina, l’atleta dello short-track Zhang Chuthong, originaria della provincia di Jiling. E nei comunicati ufficiali diffusi dall’agenzia Xinhua sulla squadra olimpica si sottolinea che 16 atleti appartengono a minoranze etniche (e sette vengono dallo Xinjiang, la provincia montuosa occidentale dove la cultura locale degli uiguri è duramente repressa in nome della sinicizzazione).

Dal punto di vista politico a rappresentare ufficialmente il governo di Pechino alla Cerimonia inaugurale di domani allo Stadio di San Siro sarà la consigliera di Stato Shen Yiqin, che già era stata presente alla chiusura delle Olimpiadi di Parigi nel 2024. Shen dal 2023 è anche la presidente della Federazione nazionale delle donne cinesi, storica organizzazione interna del Partito comunista cinese; un fatto che sottolinea quanto Pechino guardi allo sport anche come a un ambito di promozione femminile nella società.

I Giochi di Milano-Cortina saranno seguiti in Cina minuto per minuto grazie all’imponente copertura del China Media Group (l’editore della tv di Stato) che ha inviato in Italia uno staff di 500 persone e sarà l’unica rete televisiva a trasmettere immagini con la tecnologia in 8K, la frontiera oggi più avanzata dell’alta definizione. Cuore della presenza di Pechino alle Olimpiadi invernali 2026 sarà “Casa Cina” che ha già aperto i battenti a Milano a Villa Clerici, nel quartiere di Niguarda. Uno spazio dove durante tutta la durata dei Giochi sarà possibile incontrare i tanti volti del Paese. Compresa l’immancabile vetrina della tecnologia avanzata, con tanto di robottini che si sfidano tra loro in un apposito spazio per il curling.

 

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