18/06/2026, 13.54
INDIA
Invia ad un amico

Ranchi: missionarie della Carità assolte dopo 8 anni di battaglia legale

Si è chiuso il processo contro le religiose che nel 2018 erano state colpite da inverosimili accuse per traffico di minori con una vasta eco mediatica in tutto il mondo. Il verdetto dell’Alta Corte le ha dichiarate “non colpevoli”. Mons. Mascarenhas: trionfo della verità, della perseveranza e della fede “dopo anni di sofferenza”, la verità “ha prevalso”. 

Delhi (AsiaNews) - Con una sentenza storica che pone fine a una delle battaglie legali più dolorose affrontate dalla Chiesa negli ultimi anni, il Tribunale civile di Ranchi (capitale del Jharkhand) ha assolto una suora delle Missionarie della Carità e altre due persone nel caso di traffico di minori risalente al 2018. Una vicenda che aveva travolto l’ordine religioso fondato da madre Teresa di Calcutta e che aveva avuto una enorme risonanza mediatica, con l’allora superiora suor Mary Prema intervenuta per denunciare i “miti diffusi, informazioni distorte e notizie false […] insieme a allusioni infondate” di cui le suore sono oggetto. La vicenda giudiziaria, che ha visto anche il carcere per una suora, si è però conclusa con un verdetto che le ha dichiarate “non colpevoli” dopo una battaglia giudiziaria e procedimenti legali durata quasi otto anni. 

Il caso verteva sulle accuse secondo cui un neonato di 14 giorni sarebbe stato venduto per 50.000 rupie (poco più di 462 euro) da una casa gestita dalle Missionarie della Carità a Ranchi. Le accuse hanno portato all’arresto della suora delle Missionarie della Carità, suor Concilia, e hanno innescato un’intensa indagine sulle istituzioni della congregazione in tutto lo Stato del Jharkhand. Suor Concilia ha trascorso tre anni in carcere prima di ottenere la libertà provvisoria.

Commentando la sentenza mons. Theodore Mascarenhas, ex segretario generale della Conferenza Episcopale indiana (Cbci) e vescovo di Daltonganj, ha definito la decisione dei giudici un trionfo della verità, della perseveranza e della fede. “Ci sono voluti otto anni per ottenere l’assoluzione” ha affermato il prelato. “Oggi, dopo anni di sofferenza, preghiera e perseveranza, la verità - afferma - ha prevalso”.

Il vescovo, riferisce il sito cattolico indiano Catholic Connect, ha quindi ricordato che le accuse hanno avuto conseguenze “di vasta portata” per l’opera pastorale della congregazione. A seguito degli arresti, le autorità hanno chiuso un’altra casa delle Missionarie della Carità a Hinoo che ospitava 24 neonati, mentre diverse altre istituzioni gestite dalla congregazione sarebbero state oggetto di indagini e vessazioni. “La polizia - sottolinea - aveva ampiamente pubblicizzato le accuse e le ripercussioni si sono fatte sentire in quasi tutte le case gestite dalle Missionari della Carità”.

A dispetto delle difficoltà, le religiose di Madre Teresa hanno continuato la loro opera a favore dei poveri, degli abbandonati e delle persone vulnerabili, anche mentre il caso rimaneva pendente in tribunale. Mons. Mascarenhas ha sottolineato che ottenere la libertà provvisoria per suor Concilia è stata di per sé una lunga battaglia. “Ci sono voluti - ha ricordato il prelato - tre anni per ottenere la libertà provvisoria per lei”, aggiungendo di aver seguito personalmente il procedimento giudiziario nel corso degli anni insieme a suor Sebastino MC e ad altri sostenitori. L’Alta Corte ha pronunciato il verdetto oggi18 giugno, assolvendo suor Concilia e i due coimputati alla sbarra assieme alla religiosa. In attesa della pubblicazione della sentenza, con le motivazioni alla base del verdetto, il tribunale ha stabilito che gli imputati non risultano colpevoli delle accuse mosse nei loro confronti.

In una dichiarazione rilasciata dopo la lettura della sentenza mons. Mascarenhas ha espresso gratitudine a Dio e ha ringraziato l’avvocato Sunil Shrivastava, il collega Anil Kant, suor Sebastino MC, Vepul Kaiser, i membri del team legale e i numerosi sostenitori. Molti, infatti, fedeli e non sono rimasti al fianco delle suore e della Chiesa indiana in questa lunga battaglia legale. Il prelato ha inoltre riconosciuto la leadership salda di suor Prema MC, allora superiora generale delle Missionarie della Carità, e di suor Joseph MC, l’attuale superiora, per aver guidato la congregazione attraverso anni di incertezza e gogna mediatica.

La sentenza è stata accolta con favore da molti all’interno della Chiesa come un momento significativo di rivincita per la congregazione fondata da Santa Teresa di Calcutta. I vertici ecclesiastici del Paese affermano risoluti che la sentenza ripristina la fiducia nell’impegno di lunga data della congregazione a servizio dei più vulnerabili della società. Per le Missionarie della Carità e i tutti loro sostenitori, il verdetto segna non solo la fine di un capitolo difficile, ma anche una riaffermazione della fede nella giustizia dopo anni di processi e resistenza attiva.

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Corte suprema lascia in carcere una suora di Madre Teresa. Sr. Prema: ‘Preghiamo per tutti’
01/02/2019 12:37
Jharkhand, nuova stretta sulle Ong cristiane. Vescovo di Ranchi: un attacco alla Chiesa
31/05/2019 12:53
Jharkhand, medico cristiano arrestato per ‘conversione forzata’ di una bambina
19/10/2018 09:01
Traffico di bambini. Parla Suor Mary Prema, superiora delle suore di Madre Teresa
17/07/2018 15:00
Traffico di bambini: ordine di ispezione per tutti gli orfanotrofi delle suore di Madre Teresa
17/07/2018 09:04


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”