28/12/2004, 00.00
CINA – TAIWAN
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Rapporto sulla difesa: la tensione con Taiwan, il problema più importante

La Cina accresce il bilancio della difesa; l'Esercito Popolare di Liberazione rafforza la sua potenza navale, aerea e missilistica.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – In un documento governativo sulla politica di difesa rilasciato ieri, il consiglio di Stato cinese ha rivelato che userà la forza per impedire a Taiwan il cammino verso l'indipendenza, descrivendo l'attuale situazione fra i due paesi "torva" e in "fase di deterioramento".

Il documento sottolinea che la "crescita viziosa" dei movimenti per l'indipendenza di Taiwan è al primo posto fra i problemi che riguardano la sicurezza nazionale. Le crescenti attività dei separatisti sono la minaccia più seria per la sovranità cinese e l'integrità del territorio.

Il governo cinese accusa il presidente di Taiwan, Chen Shuibian, di: aizzare la popolazione contro la madrepatria, comprare elevati quantitativi d'armi e favorire le attività volte all'indipendenza. Secondo i cinesi egli avrebbe inoltre organizzato una manifestazione di protesta che minaccia la pace e la stabilità della regione Pacifico-Asiatica.

Domenica il Comitato Permanente dell'Assemblea del Popolo ha approvato un disegno di legge che autorizza l'uso della forza contro Taiwan, nel caso in cui essa dichiari l'indipendenza.

Il documento punta il dito contro Washington, affermando che gli Stati Uniti "mandano segnali sbagliati vendendo armi sofisticate a Taiwan".

Dal 1995 ad oggi Pechino ha diffuso 5 documenti sulla politica difensiva, 4 dei quali hanno indicato l'unificazione di Taiwan fra gli obiettivi prioritari riaffermando "l'inevitabilità" dell'uso della forza.

Chen Zhou, esperto di difesa fra gli ideatori del documento, afferma che la minaccia costituita da Taiwan è indice della politica governativa della nuova leadership e denuncia la crescente presenza militare americana nella regione e la ripresa nella corsa agli armamenti del Giappone.

Il Consiglio di Stato di Taipei ha criticato la Cina per il contenuto del documento, affermando che esso "disturba gli abitanti di Taiwan e allontana ancora di più le parti".

Joseph Wu Jau-Shien, capo del consiglio di Taipei, afferma che "se Pechino vuole garantire maggiore sicurezza e pace, il documento produce l'effetto contrario" e sottolinea che "ci sono 600 missili cinesi puntati contro Taiwan". Egli sostiene che l'Esercito di Liberazione Popolare cinese ha "frainteso la politica americana mirata alla vendita di armi a Taiwan, conseguenza delle minacce che gravano sulla sicurezza dell'isola".

Entro il prossimo anno l'esercito cinese intende migliorare la forza navale, aerea e missilistica: le operazioni della marina cinese non saranno solo di difesa e controllo del territorio, mentre verrà aumentata la portata e la precisione dei missili a lungo raggio.

In Cina le spese per la difesa quest'anno hanno toccato quota 211,7 miliardi di yuan (poco più di 18 miliardi di euro), con un aumento dell'11% rispetto ai 190, 8 miliardi di yuan spesi nel 2003 e del 24% rispetto al 2002, sebbene gli analisti dubitino della veridicità delle cifre affermando che la spesa è "di gran lunga maggiore".

Secondo il documento, il budget militare cinese è pari al 5,69% di quello americano e al 56,78% di quello giapponese. Dalla metà degli anni '80 l'esercito è stato riformato due volte, perdendo un milione e mezzo di militari, ma è stato migliorato il livello di professionalità. Entro il prossimo anno esso verrà ridotto di altre 200 mila unità e sarà formato da 2,3 milioni di persone.

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