04/09/2023, 12.11
CINA
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Pechino: la ‘tolleranza zero’ sulla corruzione e le purghe nelle Forze missilistiche

di John Ai

La Cina ha risposto per la prima volta alle speculazioni sul rimpasto nella Rocket Force dell'Esercito popolare di liberazione e sulla cacciata dell’ex ministro della Difesa Wei Fenghe. La dichiarazione pubblica indica la caduta di una parte dei vertici militari, colpevoli di non aver mostrato la dovuta fedeltà al leader Xi Jinping. Tuttavia, la campagna stessa contro la corruzione si sta rivelando sempre più di basso profilo. 

Pechino (AsiaNews) - Il ministero cinese della Difesa conferma la politica di “tolleranza zero contro la corruzione”, dopo il rimpasto avvenuto nelle scorse settimane all’interno delle Forze nucleari missilistiche, un reparto strategico e di primaria importanza in seno all’Esercito popolare di liberazione (Pla). A questo si unisce anche la misteriosa scomparsa dell’ex titolare del dicastero stesso, il ministro Wei Fenghe, sul quale Pechino ha calato la scure del silenzio e della censura. La dichiarazione è anche la prima nota pubblica delle autorità cinesi in merito alle voci e ai mormorii sulle turbolenze interne alla gerarchia militare avvenute durante l’estate.

Interpellato sul rimpasto avvenuto all’interno delle Forze missilistiche e alla cacciata di Wei Fenghe durante la conferenza stampa mensile al ministero della Difesa, il portavoce Wu Qian ha promesso di reprimere tutti gli ufficiali (civili e militari) corrotti. Il funzionario ha quindi affermato che “la lotta alla corruzione è sempre in atto” ed è una delle priorità dell’attuale leadership di Pechino. Tuttavia, le osservazioni di Wu sul reparto e sull’ex ministro non sono state pubblicate sul sito web del ministero della Difesa.

A fine luglio all’interno della Rocket Force del Pla si è registrato un insolito rimpasto a livello di vertici. Il comandante delle Forze missilistiche, gen. Li Yuchao, e il commissario politico, gen. Xu Zhongbo, sono stati sostituiti da altri due funzionari di alto livello, uno della Marina e il secondo dell’Aeronautica. Entrambi i nuovi leader non avevano alcun background per quanto riguarda le Forze missilistiche, il che rappresenta un fatto senza precedenti. A marzo, il ministro della Difesa Wei Fenghe era stato inoltre sostituito da Li Shangfu, responsabile degli armamenti e delle attrezzature del Pla. I media ufficiali non hanno fatto alcun riferimento all’attuale situazione degli alti ufficiali dell’esercito sostituiti o su dove si trovino al momento, oltre al fatto che da mesi non sono più visibili in pubblico. A questo si deve aggiungere che l’ex vicecomandante della Forza, il gen. Wu Guohua, si sarebbe suicidato in casa a inizio luglio, mentre i media ufficiali hanno confermato il decesso parlando di malattia non specificata a circa un mese di distanza dal decesso.

Secondo le speculazioni, gli ufficiali sostituiti erano sotto inchiesta da parte dell’organo anticorruzione dell’esercito. Wei Fenghe è stato il primo comandante delle Forze nucleari missilistiche dal 2015 al 2017, un reparto diventato nel tempo sempre più strategico e indipendente in seguito alla riforma del Pla annunciata dal presidente Xi Jinping nel 2015. La struttura risulta essere anche quella più “sensibile”, perché è responsabile dell’arsenale nucleare e dei missili balistici intercontinentali. 

Secondo il South China Morning Post (Scmp) l’epurazione interna alla Rocket Force da parte di Xi è iniziata dopo il pensionamento di Wei, per cui si ipotizza che egli sia rientrato nelle purghe per aver cercato di ostacolare le indagini. A fine luglio il Dipartimento per lo sviluppo delle attrezzature della Commissione militare centrale ha pubblicato un appello finalizzato alla raccolta di indizi sulla corruzione negli acquisti e nelle gare di appalto, nonché sulle circostanze che hanno portato alla fuga di segreti e notizie. Analisti ed esperti ritengono che l’esercito sia diventato un organismo in cerca di rendita con le attività di acquisto e che stia facendo i propri interessi, grazie anche a un bilancio militare in crescita vertiginosa. 

A differenza della campagna anti-corruzione di alto profilo dei primi anni dall'ascesa di Xi al potere, le autorità cinesi tendono ora a non rispondere alle dicerie sugli ufficiali militari che sarebbero stati licenziati. Le voci relative alla cacciata di Liu Yazhou, generale in pensione dell’aeronautica militare del Pla, sono emerse due anni fa ma non si sa ancora se sia stato arrestato o meno, né quali siano le accuse a suo carico.

La scorsa settimana il più alto funzionario dell’Unione europea (Ue) per la politica asiatica, Gunnar Wiegand, ha chiamato Pechino per chiedere spiegazioni relative alla scomparsa dell’ex ministro degli Esteri Qin Gang. Ancora oggi la Cina evita di commentare la rimozione dell’alto funzionario, un tempo favorito del presidente. Senza dubbio i frequenti rimpasti sotto la guida di Xi riflettono le incertezze della sua politica.

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