30/08/2021, 08.49
RUSSIA
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Repubblica di Tuva: consacrata una chiesa-yurta ortodossa

di Vladimir Rozanskij

L’arcivescovo di Corea Feofan (Kim) ha presieduto la cerimonia. È la seconda tenda mobile dei popoli nomadi usata come luogo sacro. Dedicata alla beata Matrona di Mosca, veggente venerata in tutta la Russia. La regione siberiana ospita un lager dove prestano servizio 7 sacerdoti e 4 diaconi.

 

Mosca (AsiaNews) – Le autorità ortodosse hanno consacrato una “chiesa-yurta” a Kundustug villaggio nella Repubblica siberiana di Tuva, ai confini con la Mongolia. Nonostante la forte urbanizzazione del territorio, sia che si tratti di nomadi di campagna o di abitanti di città e piccoli centri, più della metà dei mongoli vive ancora nella tipica tenda mobile dei popoli nomadi dell’Asia, che includono anche kazaki, kirghisi e altri.

L’arcivescovo di Corea Feofan (Kim) ha presieduto la cerimonia, tenutasi il 26 agosto. Egli è amministratore della diocesi di Kyzyl, nella repubblica di Tuva, a cui è affidata la cura dei fedeli ortodossi russi sia in Corea sia nella parte di Siberia abitata da popolazioni mongole. Feofan è cittadino russo, ma nel 2006 il governo di Seul gli ha conferito la cittadinanza onoraria sudcoreana. La cerimonia è stata celebrata in slavo-ecclesiastico, lingua liturgica della Chiesa ortodossa russa, ma alcuni canti sono stati eseguiti in lingua tuvana, una variante turco-orientale dei monti Sajany diffusa in Russia, Mongolia e tra gli uiguri della Cina.

La nuova chiesa nella tenda è stata dedicata alla beata Matrona di Mosca, una veggente della prima metà del ‘900 molto venerata dagli abitanti di Tuva, perfino dai non battezzati, oltre che in tutta la Russia. Detta anche “Matrona la cieca”, in quanto non vedente dalla nascita, da adolescente ha girato in pellegrinaggio per tutta la Russia e la Siberia; a 17 anni un ictus l’ha privata dell’uso delle gambe (per cui è chiamata anche “la Seduta”). Fino al 1952, anno della sua morte, ella ha continuato però a ricevere pellegrini e malati, che consigliava e guariva. I tuvani la considerano patrona del “nomadismo spirituale”.

Matrona è famosa soprattutto per un episodio semi-leggendario: nel 1941 Stalin l’avrebbe incontrata al momento dell’invasione nazista dell’Unione Sovietica. Proprio grazie alla veggente, il “padre dei popoli” sovietici avrebbe rinunciato alla fuga, rimanendo a Mosca, come ella gli aveva comandato. In questo modo la donna ha contribuito alla salvezza del Paese e del mondo intero dal nazismo: sono diffuse perfino le icone di Matrona e Stalin. Nella nuova chiesa è stata posta un’urna con le reliquie della beata.

La chiesa-yurta di Kundustug non è la prima nella repubblica di Tuva: Feofan di Corea ha consacrato la prima nel 2020. Si trova nel villaggio di Terlig-Khaj ed è dedicata all’Epifania di Nostro Signore. Anche allora, come nella chiesa appena consacrata, la liturgia è stata seguita da un banchetto festoso davanti alla grande tenda della preghiera.

Nella repubblica di Tuva, in cui è molto diffuso il buddismo tibetano, insieme allo sciamanesimo tuvano, ci sono in tutto 10 parrocchie russo-ortodosse. Esse comprendono otto chiese e una cappella, oltre alle due yurte, più un’altra cappella nel campo di detenzione (lager) locale, in cui prestano servizio sette sacerdoti e quattro diaconi.

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