14/06/2021, 10.52
BANGLADESH
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Savar, litigio per un videogioco: studenti musulmani uccidono compagno cristiano

di Sumon Corraya

Joy Haldar è morto dopo 22 giorni di agonia in ospedale. La vittima colpita con mazze e bastoni in un raid punitivo; feriti altri tre cristiani. La madre chiede giustizia. La prossima settimana è in programma una marcia di preghiera e protesta, presenti anche personalità cattoliche. Gli assalitori rilasciati su cauzione. 

Dhaka (AsiaNews) - Spirato dopo 22 giorni di agonia in ospedale, in seguito alle gravissime ferite riportate durante un attacco sferrato a colpi di mazze e bastoni da alcuni compagni di scuola musulmani per un diverbio originato da Pubg, un noto videogioco online. Così è morto, il 6 giugno scorso, il giovane cristiano Joy Haldar: era uno studente dell’istituto cattolico St. Joseph's High School and College a Savar, cittadina del distretto di Dhaka. L’assalto è avvenuto il 16 maggio scorso nel mercato di Palu, nel territorio parrocchiale di Dharanda. 

Testimoni locali riferiscono che un gruppetto di 11 giovani musulmani, compagni di scuola della vittima, hanno iniziato minacciare di morte Haldar per telefono, per poi seguirlo e prendere in affitto una piccola casa vicino a quella del giovane cristiano. Il giorno dell’attacco gli hanno teso un’imboscata mentre si trovava in compagnia di altri tre amici, rimasti anch’essi feriti seppur in modo non grave. Diversa la sorte del 18enne, investito da una selva di colpi di mazze e bastoni alla testa e al corpo che lo hanno lasciato esanime sul terreno. Gli assalitori si sono dati alla fuga a bordo di alcune motociclette. 

Secondo quanto emerge dal rapporto della polizia, i giovani musulmani autori dell’attacco sono: Arif Miha, Mohammad Joy, Akash, Saddam, Tanvir, Saodagor, Nayan, Sakib, Sohan e altri tre di cui non si conoscono le generalità. Il padre di Haldar è un carpentiere e la famiglia è legata alla chiesa presbiteriana Salom a Savar. I genitori, poveri e senza aiuti, hanno dovuto faticare a lungo per recuperare il cadavere del figlio e concedergli una degna sepoltura. 

Binor Baroi, farmacista e testimone dell’attacco, racconta ad AsiaNews: “Abbiamo sentito rumori, ma gli assalitori sono fuggiti in tutta fretta usando delle moto. Abbiamo visto altri tre giovani cristiani feriti nelle loro mani, ma quello messo peggio era Joy Haldar, con profonde ferite al volto che gli hanno fatto perdere i sensi”. Binor è un membro della stessa comunità presbiteriana della vittima e lo ha trasportato in tutta fretta in ospedale; per la durata del ricovero ha raccolto fondi e finanziamenti per sostenere le cure mediche. “Siamo sotto shock - aggiunge - per i motivi dell’attacco, scatenati dal videogioco Pubg”. 

Protiva Haldar, madre della vittima, chiede giustizia per il figlio ucciso in modo brutale. “Voleva una istruzione superiore - ricorda - ed era la speranza di tutta la famiglia, che versa in condizioni di bisogno. Poteva risollevarci dalla povertà, ma alcuni giovani musulmani me lo hanno ammazzato. Voglio una punizione esemplare per tutti loro”. 

Il 12 giugno alcuni membri della Bangladesh Christian Association (Bca) hanno incontrato i genitori ed espresso la solidarietà dell’associazione. La prossima settimana è in programma una marcia di preghiera e protesta per Haldar, cui parteciperanno anche personalità cattoliche della scuola frequentata da giovane e altri leader ecclesiastici locali. Uzzal Haldar, fratello della vittima, ha depositato una denuncia alla polizia, ma sei degli accusati hanno già ottenuto il rilascio su cauzione ed è alto il rischio che possano rimanere impuniti. “Da cristiani - accusa - siamo ben lontani dal poter ottenere sicurezza e giustizia”. 

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