26/03/2026, 11.00
BANGLADESH
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Rajbari: bus precipita da un traghetto nel fiume, almeno 26 morti

di Sumon Corraya

Il mezzo è finito nel fiume durante le fasi di imbarco al molo di Daulatdia Ghat. Immediate le condoglianze della Chiesa cattolica locale “per le vittime e i familiari”. Arcivescovo di Dhaka: “Grande preoccupazione” per i numerosi “incidenti e decessi” in occasione degli spostamenti per le festività dell'Eid. Un bambino racconta il gesto eroico della madre che lo ha salvato prima di affondare. 

Dhaka (AsiaNews) - “Sono stati recuperati almeno 26 corpi dopo che un autobus passeggeri è precipitato nel fiume Padma mentre si imbarcava su un traghetto al molo di Daulatdia Ghat, a Rajbari”. È quanto hanno affermato stamane in una nota i responsabili dei Vigili del Fuoco del Bangladesh, commentando l’incidente avvenuto nel pieno del traffico e degli spostamenti collegati alla festa di Eid-ul-Fitr che segna la fine del Ramadan, il mese sacro di digiuno e preghiera islamico. Una tragedia per molti versi annunciata, che ha messo una volta di più in mostra le persistenti carenze del Paese in materia di sicurezza stradale e dei trasporti, con la Chiesa cattolica locale che ha espresso vicinanza e preghiera alle vittime e alle loro famiglie. 

Secondo fonti dei Vigili del Fuoco il veicolo, che trasportava circa 40 passeggeri da Kushtia a Dhaka, ha perso il controllo mentre si imbarcava su un traghetto al pontile numero tre intorno alle 17:15 di ieri. Successivamente, il mezzo è caduto nel fiume ed è affondato fino a una profondità di circa 18 metri. “L’autobus è stato recuperato intorno a mezzanotte”, hanno aggiunto i funzionari.

Alif, un bambino di otto anni sopravvissuto all’affondamento nel fiume grazie all’intervento di sua madre, ha ricordato il momento terrificante. “Mentre l’autobus stava salendo sul traghetto, ha improvvisamente perso il controllo e si è ribaltato. L’autobus stava cadendo nel Padma. Ero seduto sulle ginocchia di mia madre” la quale “mi ha lanciato fuori dal finestrino” mentre lei, conclude il giovane testimone in lacrime, “non è riuscita a salvarsi”.

Due corpi sono stati recuperati poco dopo l’incidente, mentre i restanti sono stati rinvenuti durante le operazioni di soccorso notturne che hanno coinvolto, fra gli altri: quattro unità dei pompieri, 10 sommozzatori, personale dell’esercito, della polizia, dell’Autorità per il Trasporto Fluviale del Bangladesh (Biwta), della Guardia Costiera e dell’amministrazione locale. La nave di soccorso Hamza è stata utilizzata per estrarre l’autobus, che affiorato dalle acque del fiume poco dopo la mezzanotte e trenta minuti. La maggior parte delle salme è stata identificata e consegnata ai familiari in lutto, mentre scene di cordoglio si susseguivano negli ospedali e lungo le rive del fiume.

L’incidente è avvenuto durante la festività dell’Eid al-Fitr, un periodo caratterizzato ogni anno da un’impennata di incidenti stradali mortali. Le statistiche ufficiali indicano che, nei sette giorni della festività, in tutto il Paese si sono registrati 92 incidenti stradali che hanno causato 100 morti e 217 feriti. Tuttavia, la Road Safety Foundation, organizzazione non governativa, ha riportato cifre ben più elevate, affermando che 204 persone sono state uccise e più di 600 ferite in 268 incidenti durante lo stesso periodo. Nonostante le ripetute rassicurazioni da parte dei ministri del governo su un “viaggio dell’Eid senza intoppi” come mai prima d’ora, il bilancio delle vittime nel 2026 ha superato quello delle precedenti festività, sovraccaricando gli ospedali per i numerosi interventi.

In risposta alla tragedia mons. Bejoy N. D’Cruze, arcivescovo di Dhaka e presidente della Conferenza episcopale del Bangladesh, ha espresso profonda preoccupazione. Interpellato da AsiaNews, il prelato ha spiegato: “Finora, nell’incidente stradale avvenuto ieri sono morti 25 passeggeri. È un tragico incidente. Esprimo le mie più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime”. L’arcivescovo ha pregato per il riposo eterno delle persone decedute e ha aggiunto: “È motivo di grande preoccupazione che si verifichino così tanti incidenti e decessi durante l’Eid. Vogliamo - conclude - che venga ripristinata la legge e l’ordine sulle strade affinché nessuno muoia più. Esortiamo gli autisti a guidare con maggiore cautela. Perché la morte di una persona causa una perdita irreparabile alla sua famiglia”.

Nel frattempo, il governo ha annunciato un risarcimento per le famiglie delle vittime. Il ministro di Stato per la Navigazione Rajib Ahsan ha dichiarato che i parenti delle persone decedute nell’incidente sul fiume Padma riceveranno 25.000 Tk (174,281 euro), mentre ai passeggeri feriti saranno dati 15.000 Tk (104,569 euro). Egli ha condiviso l’informazione con i media dopo aver visitato il luogo dell’incidente intorno all’una di notte di mercoledì. Attivisti per la sicurezza stradale e leader religiosi ritengono che la tragedia sul Padma è l’ennesimo triste promemoria del fatto che scarsa applicazione delle norme, guida spericolata e sistemi di sicurezza carenti continuano a mietere vittime in Bangladesh. Una emergenza che appare ancora più evidente durante le principali festività religiose.

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