24/06/2005, 00.00
ASIA
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Sconfiggere la povertà: meta ancora lontana per l'Asia

Lo afferma Haruiko Kuroda, presidente dell'Asian Development Bank: "Alcune zone dell'Asia sono peggio dell'Africa sub-sahariana"

Washington (Asia News/Agenzie) - Molti paesi asiatici potrebbero non raggiungere gli "obiettivi del millennio" (Millenium Development Goals), e cioè: dimezzare la povertà entro un decennio. È l'allarme lanciato oggi dal giapponese Haruhiko Kuroda, presidente dell'Asian Development Bank. Nel corso della sua prima visita a Washington in qualità di presidente dell'istituto che ha sede a Manila (Filippine) Kuroda ha dichiarato che "nel 2015 in questi Paesi vivrà, prevedibilmente, ancora la metà dei poveri del pianeta". In Asia vivono attualmente 700 milioni di persone estremamente povere - circa i due terzi di tutto il pianeta - che vivono con meno di un dollaro al giorno. Ha sottolineato che occorre aumentare gli sforzi per fare sì che nessuno rimanga indietro.

Kuroda ha rilevato che, "anche per quanto riguarda il reddito pro capite può accadere che tutta l'area raggiunga, complessivamente, il livello prefissato, ma che alcuni Paesi non ci riescano. Anche Paesi che dovessero raggiungere un livello soddisfacente di reddito potrebbero celare al loro interno profonde sacche di povertà".

"I Millenium Development Goals consistono nel dimezzare entro il 2015 i dati sulla povertà relativi al 1990. Dal 27,9%, fra gli abitanti di Paesi a redditi medio-bassi, al 14%. Un altro obiettivo è dimezzare il numero di affamati. Kuroda ha infatti sottolineato che una grande sfida è anche quella che riguarda i dati sulla povertà non messi strettamente in relazione al reddito. A questo proposito, ha citato come esempio il fatto che sono asiatici il 71% degli abitanti della Terra che non hanno accesso ad un sistema sanitario mediamente avanzato e circa il 60% di quelli che non hanno acqua potabile. Inoltre, sono in Asia più della metà delle persone denutrite e che vivono in sobborghi putridi e baracche e il 43% dei bambini che non arrivano ai 5 anni. Kuroda ha dichiarato che "in molte zone del continente il problema è più grave che nell'Africa sub-sahariana". Ha specificato che "nell'Asia meridionale vivono più persone denutrite, senza accesso a servizi sanitari decenti e abitanti in baraccopoli che nell'Africa sub-sahariana". Questo vale anche per molti Paesi del Sud Est, almeno per quanto riguarda servizi ospedalieri, acqua potabile e condizioni abitative.

Kuroda ha anche sottolineato che l'Aids può diventare un problema enorme anche per il Sud e il Sud Est asiatico, una minaccia con conseguenze economiche, oltre che con costi umani. Per Kuroda, entro il 2015 queste due regioni del continente avranno, in totale, un numero di contagiati pari circa a quello dell'Africa nera. "Il messaggio – ha concluso – mi pare sia chiaro: se non raggiungeremo questi obiettivi in Asia, queste piaghe non saranno arginate per nulla".

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