09/06/2005, 00.00
Hong Kong – Cina
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Scuole cristiane contro proposte "discriminanti e razziste" del governo

Hong Kong (AsiaNews) – I responsabili delle comunità cristiane di Hong Kong (metodisti cattolici, anglicani) sono pronti a citare in giudizio il governo del territorio per palese discriminazione contro le scuole cristiane, ree di non accettare la nuove legge sull'educazione, varata nel luglio dello scorso anno (Education Ordinance 2004, EO).

Il Dipartimento dell'educazione, guidato da Arthur Lee, ha infatti approntato un decreto che offre diversi benefici per le scuole che mettono in atto da subito l'EO. Tali benefici comprendono: assicurazione al personale della scuola; elasticità nella gestione dei fondi; un bonus annuale di 350 mila dollari di Hong Kong (circa 35 mila euro).

Le chiese cristiane, che gestiscono la maggioranza delle scuole – e le più rinomate - del territorio, hanno criticato a suo tempo la nuova legge perché emargina il loro ruolo educativo, e stanno ostacolando la sua attuazione (che dovrebbe essere obbligatoria entro il 2008). La proposta del Dipartimento per l'educazione – che sta per essere discussa al parlamento - sembra premiare chi attua da subito la nuova legge, ma discrimina chi non è pronto a seguirla. I rappresentanti cristiani hanno definito "discriminante e razzista" la proposta.

Secondo alcuni cattolici di Hong Kong, con l'esca dei benefici, il dipartimento dell'educazione sta boicottando l'ostruzionismo dei cristiani.

I vescovi cattolico e anglicano, e i responsabili metodisti hanno criticato il decreto ed esigono che i benefici vengano o cancellati, o offerti a tutti. Avvocati e penalisti danno ragione alle comunità cristiane e dicono che se le chiese citano in tribunale il governo, di sicuro vinceranno la causa: lo stesso EO ammette che un ritardo nell'attuazione è legale. Per questo il decreto sui benefici, concessi solo a chi attua la legge, è da considerarsi discriminante.

Fonti di AsiaNews affermano che il governo, accortosi della mossa errata, sta tentando un compromesso con le Chiese e ha invitato i capi cristiani a un incontro pubblico in programma per la prossima settimana. L'EO richiede che ogni scuola sostenuta economicamente dal governo appronti un comitato organizzativo della scuola (School Management Committee, Smc) con valore legale separato da quello delle istituzioni educative (Sponsoring bodies, Sb). Secondo il governo questo modo permette una maggiore trasparenza e una migliore democrazia.

Diversi Sb, soprattutto i cristiani – cattolici, anglicani e metodisti – hanno affermato che le direttive già esistenti offrono sufficiente trasparenza e democrazia nell'organizzazione delle scuole. Al presente esistono già gli Smc, ma essi rispondono agli Sb e non al governo. Il vescovo cattolico mons. Joseph Zen, a più riprese ha condannato la legge e ha affermato che con essa "non avremo più garanzia di operare nella scuola secondo la nostra visione e missione….Tutte le scuole…[passeranno] sotto la diretta supervisione del governo che …pone le basi per un potere centralizzato nelle sue mani".

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