19/10/2007, 00.00
LIBANO
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Sfeir: se non si mettono d’accordo, i cristiani saranno emarginati

Il patriarca insiste sul dovere dei politici maroniti di decidere insieme chi sarà il prossimo presidente della Repubblica. Il cardinale non esclude la possibilità di un incontro che riunisca maggioranza e opposizione e di un rinvio della sessione parlamentare del 23 ottobre. In corso il settimo congresso dei patriarchi cattolici d’Oriente.
Beirut (AsiaNews) – “Influirebbe sulla presenza cristiana in Libano” il mancato accordo tra i politici maroniti sulla scelta del presidente della Repubblica. E’ l’ennesima chiamata al senso di responsabilità lanciata ieri agli esponenti cristiani dal patriarca maronita Nasrallah Sfeir, che da settimane sta impegnando il suo prestigio per convincere i politici, divisi tra maggioranza e opposizione, a trovare un accordo per una carica che per prassi costituzionale spetta ad un cristiano e che, ha ripetuto ieri il cardinale, “deve unire i libanesi e non dividerli”.
 
“L’idea di una riunione tra i leader di maggioranza e opposizione è allo studio”, ha rivelato ieri il patriarca, intervistato da radio Voce del Libano. Il card. Sfeir ha anche sostenuto che “potrebbe essere posposta” la prevista sessione parlamentare del 23 ottobre, chiamata a tentare di eleggere il nuovo capo dello Stato.
 
La preoccupazione del patriarca libanese sull’indebolimento della presenza cristiana come conseguenza di un mancato accordo tra le fazioni, da un lato trova eco nelle dichiarazioni di un esponente della maggioranza. Il deputato Wael Abu Faour, intervistato da An Nahar, oggi sostiene che è proprio la marginalizzazione dei cristiani l’obiettivo della proposta avanzata da Hezbollah per una elezione diretta o un sondaggio di opinione sul prossimo presidente della Repubblica.
 
La temuta marginalizzazione della presenza cristiana in Libano avrebbe effetti disastrosi per tutti i cristiani dell’intero Medio Oriente. Il Libano, infatti, non solo è l’unico Paese ove essi hanno notevole consistenza numerica, ma, essendovi piena libertà religiosa, è anche quello nel quale ci sono istituzioni culturali e si stampano libri cristiani per tutta la regione. Qui si tengono riunioni, come il settimo congresso dei patriarchi cattolici d’Oriente, attualmente in corso. La riunione – nel corso della quale si è festeggiata la nomina a cardinale del patriarca iracheno Emmenuel III Delly - sta discutendo del ruolo della Chiesa nella difesa dei diritti dell’uomo e di quello degli strumenti audiovisivi per la perpetuazione della presenza cristiana in Oriente. In discussione anche la presenza cristiana dal punto di vista economico. (PD)
 
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