Statistiche ufficiali: in calo gli incidenti sul lavoro (Scheda)
Ma organizzazioni internazionali e indipendenti riportano cifre diverse
Pechino (AsiaNews) Fonti governative dichiarano che in Cina gli incidenti sul lavoro sono diminuiti del 13% nei primi quattro mesi dell'anno e le miniere di carbone sono diventate più sicure. I dati, pubblicati dall'Amministrazione nazionale per la sicurezza sul lavoro, sono stati citati dall'Agenzia di Stato Xinhua, ma fonti non ufficiali e le Nazioni Unite riportano statistiche più alte.
In base alle cifre ufficiali, da gennaio ad aprile 2004 si sono verificati 314mila incidenti sul lavoro, in cui sono morte 41.393 persone. Gli incidenti con più di 30 morti sarebbero diminuiti del 25%, le vittime del 28,7%. Nello stesso periodo gli incidenti con più di 10 morti sono scesi dell'11%. Sarebbero in calo anche incidenti e vittime nelle miniere di carbone, spesso teatro di immense catastrofi: gli incidenti con più di 10 morti sono diminuiti del 36,4%; i lavoratori rimasti uccisi, del 41%.
Sempre secondo le fonti ufficiali, nel 2003, gli incidenti sul lavoro sono stati 963.976 e i morti 136.340, di cui 6mila nelle miniere di carbone. Nel 2002, sono stati denunciati 1.076.939 incidenti sul lavoro e 138.931 morti, mostrando una tendenza decrescente. L'Amministrazione nazionale per la sicurezza sul lavoro si è impegnata a ridurre la mortalità nelle miniere al di sotto delle 5mila unità entro il 2007.
Secondo Agenzie Onu e organizzazioni indipendenti, in Cina il numero di incidenti e morti sul lavoro è superiore a quello riportato dal governo: molti casi non vengono registrati (come i decessi dei feriti ricoverati negli ospedali) e spesso funzionari corrotti danno soldi alle famiglie affinché non denuncino la morte del congiunto.
L'Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) stima che ogni anno in fabbriche e miniere cinesi muoiono 11,1 lavoratori ogni 100mila (negli Stati Uniti sono 2,19 ogni 100mila). Il China Labour Bulletin (CLB), pubblicato a Hong Kong da un esule cinese, Han Dongfan, denuncia che ogni anno nelle miniere muoiono almeno 10mila lavoratori, il doppio rispetto a quelli dichiarati dal governo, a causa delle precarie condizioni di sicurezza e della scarsa vigilanza delle autorità.
Incidenti nelle miniere di carbone avvengono di continuo. Tra i più gravi, un incendio scoppiato il 18 aprile nel villaggio di Daji (provincia del Fujian) ha ucciso 11 persone e ne ha ferita una. L'11 aprile, a causa di un'inondazione nel villaggio di Chaohua (provincia dell'Henan), 20 tra minatori e operai sono rimasti intrappolati in una miniera per 109 ore, prima di essere messi in salvo. A marzo, esplosioni di gas hanno ucciso 20 lavoratori nella città di Lianyuan (provincia dell'Hunan), 28 nella città di Jiexiu (provincia dello Shanxi) e 14 nel villaggio di Yangjiawan (provincia del Guizhou). Risale al 23 febbraio, il più grave disastro in miniera, accaduto nella città di Jixi (provincia dello Heilongjiang), che ucciso almeno 32 minatori.
La Cina è il primo consumatore mondiale di carbone, che soddisfa circa i due terzi della domanda di energia elettrica del Paese. L'Ufficio nazionale di statistica ha dichiarato che nel 2003 la Cina ha prodotto 1.667 miliardi di tonnellate di carbone. Dagli anni '90, il governo ha iniziato a promuovere l'impiego di gas naturale in sostituzione del carbone per ridurre l'inquinamento atmosferico, ma il recente aumento della domanda di carbone ha portato alla riapertura di molte miniere che erano state chiuse per scarse condizioni di sicurezza. Nello scorso decennio sono state ufficialmente chiuse 60mila piccole miniere, ma dopo la chiusura molte continuano a operare illegalmente senza autorizzazioni. (MR)
25/02/2022 11:14





