04/06/2026, 08.27
UZBEKISTAN
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Studio a Tashkent: la corruzione aggrava la discriminazione delle donne

di Vladimir Rozanskij

Secondo una ricerca realizzata in Uzbekistan dall'Onu insieme alla locale agenzia anticorruzione solo il 22,5% degli uomini ritiene che le donne possano essere leader competenti. La conferma di un'esimmetria di genere nell'accesso alle risorse e al potere che rafforza l'emarginazione sociale, politica ed economica della componente femminile..

Taškent (AsiaNews) - La corruzione ha un impatto diverso su uomini e donne, e in molti ambiti le donne si trovano ad affrontare sfide particolari e sproporzionate. Pertanto, le politiche anticorruzione devono essere sensibili alle questioni di genere, e uno studio, i cui risultati sono stati presentati a Taškent, si propone di migliorare questa situazione.

I diversi impatti della corruzione su donne e uomini, aggravati dagli stereotipi di genere, richiedono l'integrazione di un approccio sensibile alle questioni di genere nelle politiche anticorruzione in Uzbekistan. Questa è una delle principali conclusioni dello studio "Genere e corruzione in Uzbekistan: verso un cambiamento trasformativo", elaborato dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo in collaborazione con l'Agenzia anticorruzione uzbeka, con il sostegno finanziario dell'Unione Europea.

Come sottolineano gli autori dello studio, in molti Paesi le donne si trovano ad affrontare sfide particolari e sproporzionate a causa dei ruoli sociali, delle disuguaglianze sistemiche e delle asimmetrie di genere nell'accesso alle risorse e al potere. Questa situazione rafforza l'emarginazione sociale, politica ed economica delle donne. Pertanto, le organizzazioni e i documenti internazionali sottolineano la necessità di considerare le vulnerabilità di genere nello sviluppo di politiche anticorruzione, riconoscendo l'impatto sproporzionato della corruzione sulle donne.

Lo studio si proponeva di esaminare come la popolazione percepisce la corruzione e ne subisce le pratiche, nonché come gli approcci sensibili alle questioni di genere possano essere integrati nelle riforme e nelle politiche anticorruzione. Sono stati esaminati documenti internazionali e la legislazione uzbeka, è stato condotto un sondaggio su 539 persone (268 donne e 271 uomini) e sono stati organizzati 10 gruppi di discussione (cinque per uomini e cinque per donne) in diverse regioni del Paese. Inoltre, sono stati inviati questionari specifici al ministero della giustizia, all'Ordine degli Avvocati, all'Agenzia nazionale per la protezione sociale e ad altre organizzazioni.

L'Uzbekistan ha ancora molto da fare per rendere sistemiche le riforme anticorruzione, tra cui il miglioramento della legislazione nazionale (adozione di una legge sulla protezione dei whistleblower, rafforzamento delle tutele legali per i giornalisti, ecc.) e il consolidamento delle istituzioni della società civile, dei media indipendenti e del controllo pubblico, osservano gli autori. Allo stesso tempo, considerando l'intersezione tra questioni di genere e lotta alla corruzione, il rapporto sottolinea la necessità di quadri giuridici che non solo garantiscano la parità di genere, ma assicurino anche un approccio sensibile alle questioni di genere nell'attuazione delle politiche anticorruzione.

Gli stereotipi di genere sulla capacità delle donne di essere leader competenti sono diffusi nella società; secondo l'indagine, il 41,4% delle donne ritiene di poter essere leader imparziali, mentre solo il 22,5% degli uomini concorda. Il 55% degli uomini e il 35,8% delle donne non sono d'accordo. Lo scetticismo sulle qualità di leadership delle donne è più pronunciato tra le persone con un livello di istruzione inferiore, i dipendenti del settore privato e coloro che hanno redditi più elevati.

La percezione pubblica delle forme più comuni di corruzione in Uzbekistan è stata plasmata dalle norme di condotta tradizionali. Donne e uomini hanno risposto in modo pressoché uguale: il 42,5% degli intervistati riteneva che la forma più comune di corruzione fosse l'accettazione di denaro o regali da parte di funzionari, mentre il 30,8% riteneva che fosse la promozione degli interessi di parenti o amici.

All'inizio di quest'anno, Gazeta.uz ha pubblicato un articolo di Irina Matvienko, fondatrice del progetto contro la violenza Nemolchi.uz in Uzbekistan, sulla "cecità di genere" della bozza della strategia "Uzbekistan 2030". L'articolo ha rilevato che il documento concentra gli indicatori relativi alla partecipazione delle donne in un'unica agenzia, mentre i ministeri chiave stabiliscono obiettivi che implicano che le donne esistano separatamente dall'economia, dalla sanità, dalla scienza, dalla digitalizzazione, dall'industria e da altri settori.

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