Suore martiri di Aden: 10 anni dopo ancora seme di pace
Nell'anniversario della barbara uccisione delle quattro Missionarie della carità il 4 marzo 2016, mons. Martinelli ha presieduto una Messa ad Abu Dhabi. “In un momento in cui l’intera regione del Golfo sta vivendo gravi conflitti la loro memoria è fonte di speranza". Le suore di Madre Teresa svolgono tuttora il loro servizio tra i poveri a Sana’a e Hodeidah, nella parte dello Yemen controllata dagli Houthi che rischia nuovamente di finire in prima linea nel conflitto.
Milano (AsiaNews/Agenzie) – Proprio mentre l’intera area del Golfo vive nuove ore drammatiche a causa della guerra, ricorrono oggi i 10 anni dall’uccisione delle quattro suore Missionarie della carità - suor Marguerite (44), suor Reginette (31), suor Judith (41) e suor Anselm (59) - uccise ad Aden il 4 marzo 2016 mentre nello Yemen insanguinato dai conflitti continuavano a svolgere il loro servizio accanto agli anziani.
Il Vicariato Apostolico dell’Arabia Meridionale commemora oggi il martirio delle suore di Madre Teresa con una Messa presso la cattedrale di San Giuseppe ad Abu Dhabi, presieduta dal vicario mons. Paolo Martinelli. “Celebrare questo anniversario in un momento in cui l’intera regione del Golfo sta vivendo gravi conflitti - ha scritto il presule in una nota - è una fonte di speranza. Le suore Missionarie della carità hanno dato la loro vita e alcune di loro sono ancora presenti oggi in Yemen, al servizio dei più poveri senza distinzione, testimoniando la carità di Cristo che supera ogni barriera. Guardando a loro, ci sentiamo incoraggiati a essere, in questa terra, costruttori di pace”.
Il vescovo ha invitato tutti i fedeli del Vicariato a unirsi nella preghiera, chiedendo a Dio di concedere la Sua pace a tutta la regione per loro intercessione. “La testimonianza delle Missionarie della carità uccise ad Aden continua a nutrire la vita della nostra Chiesa e ci sprona a vivere ogni giorno la nostra fede con gioia e impegno. Come scrisse il Vescovo Paul Hinder poco dopo gli eventi del 2016: “Imploriamo le quattro martiri di intercedere per lo Yemen e per tutto il Medio Oriente, affinché venga la pace e cessi la violenza”».
Le missionarie della Carità sono presenti nello Yemen dal 1973, quando fu madre Teresa stessa ad accogliere l’invito rivolto dall’allora governo dello Yemen del nord. La Casa per anziani ad Aden, nel sud del Paese, era stata poi aperta il 25 marzo 1992. Le suore accettarono questa missione per “donare l’amore di Dio ai poveri attraverso le nostre opere di amore e compassione”. Per il perdurare del conflitto tuttora ad Aden - dove le quattro religiose uccise dieci anni fa sono state sepolte - non è stato possibile riaprire la loro presenza; le Missionarie della carità non hanno invece mai smesso di svolgere il loro ministero al nord, nelle città di Hodeidah e Sana’a.
Della loro presenza attuale mons. Martinelli aveva parlato qualche settimana fa con Vatican News: “Nelle loro due case - aveva spiegato - accolgono i più poveri tra i poveri: oltre cento persone per ciascuna casa, soprattutto malati e anziani. Fanno davvero miracoli di carità con i pochi mezzi a disposizione. Con loro c’è un sacerdote, l’unico presente nello Yemen, appartenente al ramo maschile dei Missionari della Carità. Con lui ho un contatto molto frequente, talvolta quotidiano. Mi tiene aggiornato sulla vita dei cristiani, sulla situazione delle suore, sulle condizioni dei malati che assistono. Quando possibile, manteniamo contatti anche con le suore tramite videoconferenze, nonostante le difficoltà di collegamento. Ovviamente non è possibile svolgere alcuna attività proselitistica. Tuttavia un piccolo gruppo di fedeli si ritrova regolarmente per pregare e partecipare alla messa, celebrata nelle cappelle delle due comunità. È un gruppo ristretto, ma molto unito: si vogliono davvero bene. La presenza delle suore e del sacerdote è un dono immenso per i pochi cristiani rimasti”.
Vale la pena di ricordare che Sana’a e Hodeidah si trova nella parte dello Yemen controllata dagli Houthi, le milizie filo-iraniane. Anche queste altre due comunità delle Missionarie della carità, dunque, sono una presenza estremamente delicata in queste ore in cui la guerra rischia di far precipitare tante situazioni nell’intera area del Medio Oriente e del Golfo. Un’ulteriore testimonianza di quanto sia prezioso il seme di pace costituito dal servizio silenzioso e nascosto delle suore di Madre Teresa.
10/03/2016 11:23





