23/03/2026, 12.24
TAIWAN
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Taipei riapre al nucleare: il piano del governo per riattivare due centrali entro il 2029

Il presidente Lai Ching-te ha annunciato un piano per il riavvio degli impianti di Guosheng e Ma-anshan a causa della crescita della domanda di energia e della guerra in Medio Oriente, segnando una svolta dopo l’uscita dal nucleare. Lo scorso anno un referendum aveva già chiesto il ravvio di una centrale ma non aveva raggiunto il quorum.

Taipei (AsiaNews) – Taiwan torna a guardare al nucleare. Il presidente Lai Ching-te ha annunciato ieri che entro la fine del mese verrà presentato alla Commissione per la sicurezza nucleare un piano per il riavvio di due centrali: quella di Guosheng, nel distretto di Wanli (New Taipei), e quella di Ma-anshan, nella contea di Pingtung. Una decisione che segna un’inversione rispetto alla precedente politica governativa di abbandono dell’energia atomica.

Il 17 maggio dello scorso anno, infatti, Taiwan aveva spento il suo ultimo reattore, diventando il primo Paese non nucleare dell’Asia orientale e rispettando l’impegno del Partito progressista democratico (DPP) per una “patria libera dal nucleare”. Allo stesso tempo, nel 2024 l’isola aveva prodotto il 42% della sua energia dal gas e per il 39% dal carbone.

Secondo Lai, anche senza energia nucleare l’isola sarebbe in grado di garantire una fornitura elettrica stabile fino al 2032, con margini di riserva giornalieri costantemente superiori al 10%. Tuttavia, la crescita economica sostenuta, la domanda internazionale di energia a basse emissioni e il fabbisogno legato allo sviluppo dell’intelligenza artificiale (i consumi energetici sono in crescita nel settore della produzione di chip di cui l’isola è leader mondiale), e non da ultima la guerra in Medio Oriente, hanno spinto il governo a riconsiderare la propria posizione.

Lai, durante un incontro all’Entrepreneurs Club di Taichung, ha fatto anche riferimento alle modifiche approvate lo scorso anno dallo Yuan legislativo, il Parlamento di Taiwan, e in particolare alla legge che regola gli impianti nucleari, che consente di riprendere le operazioni anche dopo la fase di dismissione. La Taipower, la compagnia elettrica statale, ha condotto valutazioni preliminari individuando nelle centrali di Guosheng e Ma-anshan due impianti tecnicamente idonei a un’eventuale riattivazione.

A supporto del processo interverranno anche aziende internazionali come GE Aerospace e Westinghouse Electric, che collaboreranno con la Taipower nelle verifiche di sicurezza necessarie per autorizzare il riavvio.

Lai ha ribadito che le decisioni della Commissione per la sicurezza nucleare si baseranno su tre criteri fondamentali: sicurezza degli impianti, gestione delle scorie e consenso pubblico. Lo scorso anno un referendum per riattivare la centrale di Ma-anshan aveva ottenuto una maggioranza di voti favorevoli, ma non era potuto essere approvato per il mancato raggiungimento del quorum. Resta però irrisolta la gestione a lungo termine delle scorie nucleari insieme ai rischi legati all’elevata attività sismica dell’isola.

Secondo fonti locali, la Taipower prevede di presentare già venerdì il piano per la centrale di Ma-anshan. Anche se i lavori preparatori sono in corso, la riattivazione potrà avvenire solo dopo l’approvazione ufficiale. La durata operativa dipenderà dagli esiti delle ispezioni di sicurezza: inizialmente verrà ordinato un lotto di nuove barre di combustibile contente uranio sufficiente per almeno un anno e mezzo di attività. 

Per quanto riguarda Guosheng, il calendario appare più lento: la rimozione dal reattore delle barre di combustibile esauste dovrebbe iniziare entro fine anno e il riavvio potrebbe avvenire non prima del 2029.

Allo stesso tempo il presidente Lai ha sottolineato la necessità per Taiwan di prepararsi a possibili crisi energetiche, soprattutto alla luce del conflitto in Medio Oriente, che sta generando grande incertezza nei mercati asiatici. Le riserve petrolifere attuali dovrebbero coprire il fabbisogno energetico per i prossimi 100 giorni, ha affermato Lai, “quindi non c’è alcun problema”. Le scorte di gas naturale, al contrario, copriranno solo tra i 12 e i 14 giorni. Le forniture per il prossimo mese sono garantite, ha specificato il presidente, affermando che nuovi approvvigionamenti dagli Stati Uniti sono attesi a giugno.

Foto di Daniel Honies su Unsplash

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