Tokyo verso il voto anticipato: fronte centrista contro la scommessa di Takaichi
Il principale partito d’opposizione e Komeito, ex alleato di governo dei conservatori, hanno annunciato la creazione di un nuovo soggetto politico per contrastare il partito conservatore dei liberaldemocratici. La premier Sanae Takaichi vuole indire elezioni anticipate per capitalizzare il consenso e creare una maggioranza più solida. Il voto, previsto forse già per l'8 febbraio, nell'immediato rischia però di complicare la gestione della crisi economica.
Tokyo (AsiaNews) - I leader del principale partito d’opposizione del Giappone, il Partito costituzionale democratico del Giappone (CDP), e di Komeito, formazione tradizionalmente pacifista sostenuta dalla comunità buddhista, hanno concordato di creare un nuovo soggetto politico che riunisca le “forze centriste” in vista delle prossime elezioni.
Nei giorni scorsi era stata la prima ministra conservatrice Sanae Takaichi a far sapere ai vertici della coalizione di avere intenzione di sciogliere la Camera dei Rappresentanti alla prossima sessione della Dieta (il parlamento giapponese) il 23 gennaio, aprendo la strada al rinnovo di tutti i 465 seggi della Camera bassa. Il voto potrebbe tenersi già l’8 febbraio.
Secondo quanto riportato dalla stampa giapponese il progetto di creare un incubatore per le forze di centro dovrebbe partire in modo pragmatico: all’inizio l’adesione riguarderebbe solo i deputati della Camera bassa, mentre i senatori e gli eletti locali resterebbero formalmente nei rispettivi partiti. L’idea, spiegata dal leader del CDP Yoshihiko Noda, è di procedere “passo dopo passo”, usando la nuova formazione come “linea di partenza” per un’integrazione più ampia.
Non potrebbe essere semplice trovare un equilibrio tra identità diverse: il CDP e Komeito hanno posizioni distanti sulla sicurezza nazionale, il nucleare e un’eventuale revisione costituzionale. E, mentre i promotori del progetto assicurano che una piattaforma comune è raggiungibile in tempi rapidi, altri leader dell’opposizione, come il Partito democratico per il popolo, hanno già criticato l’etichetta “centrista” come troppo vaga, accusando l’operazione di essere una tattica elettorale e non una reale svolta programmatica.
L’obiettivo per il CDP e Komeito è duplice: presentare una piattaforma capace di parlare ai moderati e, soprattutto, tentare di costruire accordi elettorali nei collegi uninominali, dove la dispersione dei voti di opposizione spesso consegna seggi decisivi ai conservatori del Partito liberaldemocratico (LDP). Sono previsti 289 collegi uninominali e 176 seggi assegnati con il sistema proporzionale.
Komeito, che in maniera inedita ha rotto l’alleanza con l’LDP nei mesi scorsi dopo decenni di collaborazioni politiche, ha intenzione di mantenere la strategia adottata finora per favorire i partner di coalizione: evitare di schierare propri candidati nei collegi uninominali, per convogliare i voti su un fronte comune. Secondo una stima citata da Nikkei Asia, l’LDP potrebbe perdere una quota significativa di seggi uninominali senza l’appoggio di Komeito, per 26 anni alleato di governo dei conservatori. Dopo l’elezione di Takaichi, ha però lasciato la coalizione nell’autunno scorso.
Takaichi ha deciso di andare a elezioni anticipate nel tentativo di capitalizzare in pieno il sostegno di cui gode invece di mantenere l’attuale debole maggioranza che tiene in piedi il suo governo. La premier ha ereditato una situazione politica fragile, dovuta a una lunga fase segnata da scandali di finanziamento e dall’insoddisfazione popolare per l’aumento del costo della vita. Dopo il suo insediamento, però, l’approvazione nei suoi confronti è cresciuta grazie alle promesse di rilancio economico, alle riforme sull’immigrazione e a un’agenda di rafforzamento della sicurezza nazionale in un contesto regionale più teso. Secondo un sondaggio NHK citato da Reuters, il consenso per la sua leadership sarebbe arrivato al 62%.
Il calcolo della premier, quindi è di trasformare l’attuale momento favorevole in un mandato parlamentare più robusto e, soprattutto, ridurre la dipendenza da alleati e micro-formazioni. Oggi, l’LDP ha 199 seggi e governa con il sostegno di Ishin (34), arrivando a 233, la soglia minima per una maggioranza semplice in una camera da 465. Un equilibrio risicato che rende più difficile far passare le riforme e gestire le tensioni interne allo stesso blocco conservatore.
Non è detto che Takaichi vinca la scommessa. I temi che verranno dibattuti in campagna elettorale, carovita e sicurezza, sono anche i più divisivi. Inoltre, le elezioni anticipate potrebbero ritardare l’approvazione di un provvedimento necessario a autorizzare l’emissione di obbligazioni che coprono una parte cruciale della spesa pubblica. Il Giappone, infatti, deve finanziare una quota molto ampia del bilancio con emissioni di debito e il rinvio dell’iter legislativo potrebbe complicare la gestione finanziaria proprio a ridosso della fine dell’anno fiscale, che scade a marzo.
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