27/09/2022, 12.19
GIAPPONE
Invia ad un amico

Tokyo: i funerali di Stato per Abe tra onori e proteste

di Guido Alberto Casanova

Nonostante le contestazioni delle ultime settimane, oggi prima dell'apertura dei cancelli c'era già una coda di persone lunga 600 metri per dare l'ultimo saluto all'ex premier ucciso a luglio. L'omaggio di Kishida. Circa 4.300 gli invitati di cui 700 provenienti dall'estero. Le esequie sono costate ai contribuenti 11 milioni di dollari.

Tokyo (AsiaNews) - In un’atmosfera tesa dalle moltissime polemiche che hanno infiammato le ultime settimane, nel pomeriggio di Tokyo si è tenuto il tanto atteso funerale di Stato per l’ex premier Shinzo Abe, assassinato lo scorso luglio durante gli ultimi giorni della campagna elettorale. La cerimonia ha avuto luogo all’arena Nippon Budokan della capitale, con la partecipazione di 4.300 invitati di cui 700 provenienti dall’estero: tra questi Kamala Harris, Narendra Modi, Matteo Renzi, Nicolas Sarkozy e il presidente del comitato olimpico Thomas Bach. Si tratta del primo funerale di Stato tenutosi in Giappone dal 1967.

L’attuale premier Fumio Kishida, compagno di partito di lunga data di Abe, ha pronunciato un discorso molto toccante: “È uno dei traguardi di cui vado più fiero nella mia vita quello di aver avuto il privilegio di aver fatto parte del tuo governo, come ministro degli Affari esteri e come tuo stretto amico” ha detto Kishida rivolgendosi all’urna delle ceneri di Abe. Dopo di lui hanno reso omaggio altri esponenti del governo giapponese e i dignitari stranieri. L’imperatore, che per neutralità politica non era presente, ha comunque mandato un proprio messaggio.

Nonostante le esequie di Stato, il governo giapponese non ha imposto la giornata di lutto nazionale, permettendo alle attività private e pubbliche di continuare indisturbate. Per molti cittadini giapponesi infatti la figura di Abe rimane estremamente controversa. Lo stesso funerale, costato ai contribuenti circa 11 milioni di dollari, ha diviso il Paese tra una maggioranza di contrari e una minoranza di favorevoli.

Per settimane nelle strade dei quartieri governativi di Tokyo si sono svolte manifestazioni di protesta (anche numericamente significative per il Giappone) per chiedere la cancellazione dei funerali. Secondo i presenti, la scelta di onorare Abe con un funerale di Stato evidenzia l’indebolimento della democrazia giapponese dal momento che il governo ha preso questa decisione senza consultare il parlamento o la volontà popolare. Appena una settimana fa un uomo ha tentato di suicidarsi dandosi fuoco per protesta vicino all’ufficio del primo ministro.

Oltre ai contestatori, però, oggi a Tokyo erano presenti anche moltissimi giapponesi che hanno voluto esprimere il proprio cordoglio per la scomparsa dell’ex premier. Nel parco a fianco all’arena le autorità hanno organizzato un piccolo altare commemorativo dove i cittadini potessero depositare un mazzo di fiori. All’orario di apertura dei cancelli c’era già una coda di persone lunga 600 metri. Molte le motivazioni che hanno spinto i giapponesi a venire a onorare l’ex premier: intervistati dal Nikkei Asia, alcuni dei presenti hanno detto di approvare la volontà di Abe di rafforzare la difesa del Paese e proteggere il Giappone. Altri invece hanno espresso soddisfazione per i risultati raggiunti da Abenomics, che avrebbe ravvivato l’economia e diminuito la disoccupazione.

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Tokyo: elezioni senza sorprese, continua il dominio del partito liberaldemocratico
11/07/2022 10:20
La Chiesa dell'Unificazione all'Onu: perseguitati dopo la vicenda Abe
06/10/2022 13:55
Tokyo: per Kishida rimpasto di governo dopo il calo dei consensi
10/08/2022 12:52
Dopo l'omicidio Abe nuove accuse di frode contro la Chiesa dell'Unificazione
18/07/2022 13:01
Tokyo: il killer di Abe voleva colpire un 'gruppo religioso'
09/07/2022 13:27


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”