08/10/2004, 00.00
IRAQ
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Ucciso l'ostaggio inglese

Mons Sleiman, vescovo di Baghdad: I terroristi che uccidono, ammazzano anche l'islam

Baghdad (AsiaNews/Agenzie) – Kennet Bigley, l'ostaggio inglese da più di 3 settimane nelle mani dei rapitori, è stato ucciso ieri sera a Latifiya, città a sud-ovest di Baghdad. Lo ha annunciato la tv araba di Abu Dhabi, che afferma di aver ricevuto un cd con le immagini dell'ostaggio; la tv non ha voluto rendere noto il contenuto del video.

Bigley era stato rapito lo scorso 16 settembre dal gruppo combattente islamico Tawhid-e- Jihad, lo stesso che ha decapitato i due ostaggi americani.

Il ministero degli esteri britannico ha informato la famiglia della vittima, ma non ha dato la conferma ufficiale della morte. Secondo la Reuters anche esponenti del ministero degli interni irakeno al momento non dispongono di informazioni precise sulla sorte dell'inglese.

"Ero ottimista e continuo ad esserlo nonostante la notizia della morte di mio fratello " ha dichiarato Paul Bigley. Nei giorni scorsi il fratello della vittima aveva promosso una campagna a favore della liberazione dell'ostaggio. "Non ho avuto conferme ufficiali – ha aggiunto Paul Bigley – quindi continuo a pregare che la notizia non sia vera".

Le ultime notizie sulla sorte dell'inglese risalgono alla scorsa settimana: in un drammatico messaggio video l'ostaggio in pianto mentre supplica il primo ministro inglese, Tony Blair, di adoperarsi per  la sua liberazione.

In un panorama di violenze e di tragedie ormai quotidiano, si levano delle voci di speranza che richiamo all'unità e alla pace. "I terroristi che dicono di agire per motivi religiosi ammazzano l'islam" ha dichiarato l'arcivescovo dei latini di Baghdad Jean Benjamin Sleiman, in visita ieri in Polonia. Invitato dall'università Adam Mickiewicz di Poznan (città della Polonia occidentale) ad un dibattito sull'Europa, mons Sleiman ha sottolineato che in Iraq "il problema è politico, non religioso"."La guerra in Iraq – conclude il prelato – non è e non mai stata una guerra di religione e di civiltà. Tutte le chiese si sono opposte al conflitto".

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