Un altro pastore cristiano fermato per 'conversioni', 75 casi nell'Uttar Pradesh
Originario del Kerala si era recato nel distretto di Ballia per un incontro con alcune famiglie. I nazionalisti indù lo accusano di attirare le persone con incentivi economici, ma il caso si inserisce in un contesto in cui i "vigilanti" del Bajrang Dal irrompono nelle case dei cristiani. L'attivista Dinanath Jaiswar di Alliance Defending Freedom India: "Attacchi in aumento, paura nelle comunità".
Lucknow (AsiaNews) - Un pastore originario del Kerala è stato preso in custodia dalle forze di sicurezza nello Stato indiano dell’Uttar Pradesh con l’accusa di conversione religiosa illegale, a seguito di una denuncia presentata da membri del Bajrang Dal, il movimento dei nazionalisti indù.
La polizia ha dichiarato che il pastore, Jose Thomas - 47 anni, originario di Thiruvananthapuram e attualmente residente a Patna, nel Bihar - si era recato nel distretto di Ballia, dove stava presumibilmente parlando a un gruppo di donne e bambini quando è stato fermato. Le autorità hanno affermato che fosse impegnato in attività religiose legate alla conversione tramite incentivi, tra cui promesse di lavoro e sostegno finanziario.
Durante l’operazione, la polizia sostiene di aver sequestrato libri religiosi, insieme a strumenti musicali e microfoni, in suo possesso. È stata registrata una denuncia ai sensi delle disposizioni riguardanti presunte conversioni religiose illegali e gli investigatori hanno dichiarato che esamineranno i suoi conti bancari per rintracciare possibili fonti di finanziamento.
L’arresto avviene in un contesto di numerosi casi simili che coinvolgono membri del clero cristiano in diverse parti del Paese. In un episodio recente, la polizia di Ghatampur, vicino a Kanpur, ha fermato il pastore Albin di Vattapara, a Thiruvananthapuram, dopo una denuncia presentata da funzionari locali del Bajrang Dal. I suoi familiari sono stati trattenuti brevemente e successivamente rilasciati, mentre lui ha ottenuto la libertà su cauzione circa una settimana dopo.
In un altro caso nel Maharashtra, la polizia ha arrestato il reverendo Sudheer della CSI Church Nagpur Mission, insieme alla moglie, parenti e amici, durante una preghiera natalizia in un villaggio del distretto di Nagpur, dopo denunce da parte di attivisti del Bajrang Dal che accusavano attività legate alla conversione. Un tribunale locale ha successivamente concesso la libertà su cauzione a Sudheer, a sua moglie e alle altre persone arrestate nel caso.
Questi recenti fermi hanno riportato l’attenzione sull’applicazione delle leggi anti-conversione in diversi Stati. L’attivista per i diritti umani Dinanath Jaiswar, di ADF India (Alliance Defending Freedom India), ha dichiarato ad AsiaNews: “Attualmente 75 cristiani, inclusi pastori, si trovano in carcere in Uttar Pradesh con false accuse di conversione. Gli attacchi da parte di gruppi vigilanti sono aumentati e si sono diffusi, instillando paura nelle comunità in tutto lo Stato. Per gruppi di estremisti indù – continua Jaiswar – è diventata un’abitudine irrompere nelle case dei cristiani accusandoli di fare proselitismo tra gli indù per convertirli al cristianesimo. Quando i cristiani negano le accuse e cercano di impedire che le preghiere vengano interrotte, viene utilizzata la forza di polizia per prenderli in custodia”.





