15/11/2012, 00.00
ISRAELE - PALESTINA
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Un razzo cade su un palazzo nel sud d'Israele, tre morti

L'ordigno lanciato dalla striscia ha colpito un edificio a Kiryay Malachi. Alcune persone sono ancora intrappolate sotto le macerie. Questa notte l'esercito israeliano aveva ucciso il capo del braccio armato di Hamas. L'operazione "Colonna di nuvole" dell'esercito israeliano è iniziata ieri e ha già fatto più di nove morti. Dura la reazione di Hamas che ha promesso vendette per i raid aerei. Il premier Netanyahu minaccia l'invasione di terra se gli islamisti non fermeranno i lanci di razzi sugli insediamenti nel Neghev. La Lega araba pronta a una seduta straordinaria per evitare una spirale di violenza.

Gaza (AsiaNews/ Agenzie) -Un palazzo a Kiryat Malachi, nel sud di Israele, è stato colpito da un razzo. Secondo la polizia tre persone sono morte,  altre sarebbero intrappolate nella struttura. L'ordigno è stato lanciato in risposta alla massiccia offensiva sulla striscia di Gaza lanciata ieri dall'esercito israeliano. Oggi, il Consiglio di sicurezza Onu si riunirà in una sessione straordinaria per discutere la situazione in Medio Oriente. Barak Obama ha contattato il presidente egiziano Morsi per tentare una mediazione fra Israele e Hamas.  

Ieri venti raid aerei hanno colpito i territori palestinesi. L'operazione denominata "colonna di nuvole" mira a distruggere dal cieòp il braccio armato di Hamas che nei giorni scorsi ha indirizzato i propri razzi contro il Neghev israeliano. Nei bombardamenti è rimasto ucciso Ahmed Jaabari 52 anni, considerato l'"uomo forte di Gaza". Egli era il comandante del braccio armato di Hamas, le Brigate Ezzedin al-Qassam, e regista della cattura di Ghilad Shalit, il militare israeliano sequestrato nel 2006 e rilasciato il 18 ottobre 2011. Tuttavia, l'operazione mirata è costata la vita ad almeno nove civili, fra cui tre bambini.

Subito dopo l'inizio dei raid, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato: "Oggi, abbiamo inviato un chiaro messaggio ad Hamas e alle altre organizzazioni terroristiche. E se è necessario le forze di difesa israeliane sono pronte ad espandere la loro influenza". Tale frase è stata interpretata da molti come una possibilità di un attacco terrestre in caso di rappresaglie da parte di Hamas. "Continueremo - ha aggiunto il Primo ministro - a fare tutto il possibile per proteggere i nostri cittadini ".

Da parte sua Hamas ha lanciato un appello dalla sua stazione radio ufficiale, sottolineando che "l'occupante ha aperto le porte dell'inferno" e che altri gruppi islamisti aiuteranno la Palestina nella  vendetta contro i raid israeliani. "Israele ha dichiarato guerra a Gaza - hanno affermato -  e dovrà subire le conseguenze, tra cui il jihad islamico".

I raid aerei di Israele hanno suscitato la condanna dei Paesi arabi. L'Egitto ha richiamato il suo ambasciatore a Tel Aviv. Ieri sera il presidente Mohammad Morsi ha convocato il rappresentante di Israele al Cairo per protestare contro i bombardamenti, ma secondo fonti diplomatiche  il funzionario aveva lasciato l'Egitto con tutto il personale per evitare l'incontro. Hamad bin Jassem al-Thani, ministro degli Esteri del Qatar ha sottolineato  che "questo crimine efferato non deve restare impunito". Egli ha annunciato che la Lega Araba si riunirà in via straordinaria il prossimo 16 novembre, dopo una richiesta del presidente dell'Autorità palestinese Mahmoud Abbas. Più cauti invece i Paesi occidentali che hanno invitato entrambe le parti ad evitare l'escalation di violenza. Gli Stati Uniti hanno sottolineato che il Pentagono sta tenendo sotto controllo la situazione, mentre il ministero degli esteri britannico ha inviato un messaggio a entrambe le parte dove invita alla moderazione.

In questi giorni Gaza stanno rivivendo i ricordi dell'operazione "Piombo Fuso" che tra il 2008 e il 2009 ha ucciso più di 1400 palestinesi e 13 israeliani. L'operazione "Pilastro di difesa" avviene a tre mesi dalle elezioni legislative israeliane previste per il 22 gennaio 2013 e a poche settimane dalla richiesta ufficiale dell'Autorità palestinese all'Onu per chiedere la partecipazione all'Assemblea generale delle Nazioni Unite come stato non membro. Ieri, Avigdor Lieberman, ministro degli Esteri israeliano ha affermato in una nota che "l'unica soluzione per evitare il riconoscimento all'Onu della Palestina è rovesciare il regime di Abu Mazen". Secondo il politico un eventuale entrata nell'Assemblea delle Nazioni unite rappresenterebbe il fallimento di tutti i leader di Israele. 

 

 

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